di Laura Venuti
PESCARA. Niente più treni notturni, Intercity scomparsi e sostituiti da treni più costosi. Ecco come cambieranno dall'11 dicembre la vita (e le spese) dei viaggiatori che da Pescara vogliono raggiungere Milano, Venezia e Torino in treno. Nessuno ha annunciato ai viaggiatori che i treni notturni per il Nord Italia in partenza da Pescara verranno soppressi, nè che gli Intercity per Milano, Torino e Venezia praticamente spariranno. Ma il nuovo orario è già online sul sito di Trenitalia, che in una delle sue pagine recita testualmente: «Il 100% della nuova offerta ferroviaria nazionale è già stata inserita nei sistemi di vendita di Trenitalia».
Oggi, a due giorni dall'entrata in vigore del nuovo orario invernale prevista appunto per il 11 dicembre, sul sito di Ferrovie dello Stato treni notturni e intercity da Pescara per il Nord non sono prenotabili. I loro orari non esistono. Sono spariti. Una sparizione che, se verrà confermata nei prossimi giorni dai fatti, cioè se l'orario non verrà ulteriormente modificato prima dell'entrata in vigore, significherà un cambio di abitudini e di spesa per tutti gli abruzzesi che vorranno muoversi. Perché per quasi dodici ore al giorno, dalle sei del pomeriggio alle cinque del mattino, non ci saranno convogli in partenza per il nord da Pescara. E anche di giorno viaggiare costerà di più, perchè gli economici intercity spariranno. Chi vorrà andare a Torino, per dire, dovrà spendere come minimo 69 euro. Prima poteva farcela con 44,5 euro. Viaggiando scomodo, partendo in piena notte e mettendoci tanto, ma poteva farcela. Adesso non più.
I TRENI NOTTURNI. Le possibilità offerte dal nuovo orario parlano
chiarissimo: dalle 18.17 alle 6.18 del mattino da Pescara non
partiranno treni per il Nord. O meglio, di fatto non partirà più
alcun treno, o quasi. L'ultima possibilità per andare ad Ancona,
per dire, sarà alle 19.03, poi se ne riparlerà alle 5 della mattina
dopo. Fino ad oggi se uno avesse perso il treno delle 19.03 magari
doveva aspettare fino a mezzanotte, ma sarebbe riuscito ad arrivare
comunque a casa all'1.29. Idem per Bologna: dopo il treno delle
18.17 ci sarà il vuoto fino alle 5 del mattino del giorno dopo. I
viaggiatori abruzzesi, poi, dovranno dire addio per sempre all'idea
di partire la sera da Pescara e svegliarsi la mattina dopo a
Milano, Torino o Venezia. Fino ad oggi chi voleva andare a Milano
aveva tre Intercity possibili da prendere tra l'1.09 e le 2.40 di
notte ed entro le 8.45 della mattina dopo era a Milano, in tempo
per fare una visita medica o una riunione di lavoro senza dover
dormire fuori casa. E, viaggiando seduto, poteva farlo spendendo
tra 42 e 71,5 euro. Dall'11 dicembre non potrà più farlo. Dovrà
prendere un Frecciabianca alle 18.17 della sera prima o un
Frecciabianca alle 6.18 del mattino dopo. Abbandonando l'idea di
viaggiare di notte e pagando almeno 62,5 euro, 22,5 euro in più
della vecchia soluzione più economica.
ADDIO INTERCITY. I comodi, cari (e soprattutto economici)
Intercity, da anni specie in via di estinzione del trasporto
ferroviario, tra l'Abruzzo e il Nord spariranno definitivamente per
essere sostituiti da soluzioni probabilmente anche più rapide ma
sicuramente più costose messe in piedi con i moderni Frecciabianca
e Frecciarossa. E il nuovo orario peserà non poco sulle tasche
degli abruzzesi. Per arrivare a Milano prima la spesa minima era di
42 euro per un posto a sedere sul treno notturno, o di 46,5, con un
posto a sedere sugli Intercity delle 9.24 e delle 14.40. Adesso
l'alternativa più economica è comunque uno dei vari Frecciabianca,
che costano 62,5 euro. Venti euro in più. Per andare a Venezia
prima con gli Intercity si spendevano minimo 35 euro di notte e
42,5 di giorno. Adesso ce ne vorranno come minimo 60,5. Fino a 25,5
euro in più. Anche chi deve andare a Torino spenderà di più. Prima
poteva viaggiare di notte a 44,5 euro e di giorno a 52. Ora dovrà
spendere come minimo 69 euro.
IDV ALL'ATTACCO. «Due mesi fa avevamo lanciato l'allarme
denunciando il rischio di smantellamento del servizio da parte di
Trenitalia. Un allarme rimasto inascoltato», dice il vice
capogruppo Idv in consiglio regionale Cesare D'Alessandro. «davanti
a questo declassamento di Trenitalia il presidente Gianni Chiodi e
l'assessore Giandonato Morra rispondono con un insopportabile
immobilismo e colpevole superficialità. Vogliamo sapere da Morra se
è stato informato da Trenitalia sul nuovo piano dei treni veloci e
se risulta anche a lui che l'Abruzzo ne sia stato escluso».
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9 dicembre 2011
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