di Fabio Casmirro
L’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio
PESCARA. Superare le criticità del ciclo dei rifiuti in Abruzzo per trasformarle in opportunità. È su questa scommessa che si misura l'impegno dell'assessore Mauro Di Dalmazio, che auspica un clima politico aperto alla discussione, senza contrapposizioni ideologiche.
L'obiettivo è quello di traghettare il vecchio sistema degli Ato (ambiti territoriali ottimali) su un percorso, già tracciato che prevede una nuova legge e un programma di investimenti.
A che punto è la legge?
«Il disegno di legge di cui si discute in Abruzzo riguarda sostanzialmente un adempimento della norma nazionale, del marzo 2010, che abolisce gli Ato e individua una sola autorità con nuovi soggetti cui è demandato il compito di gestire il ciclo integrato dei rifiuti. In Abruzzo abbiamo individuato Province e Comuni quali enti titolari, ridisegnando gli ambiti in modo più conforme alle necessità del territorio, ma anche indicato poteri di surroga per evitare le inerzie del passato. La legge è un aspetto che definisce l'organizzazione, il problema vero, per noi cruciale, è quello di superare le criticità dell'attuale sistema».
Sistema definito ai limiti del collasso, se non una vera e propria emergenza conclamata.
«Abbiamo ereditato una situazione difficile, costellata dall'inerzia. In Abruzzo mancano gli impianti, perché i vecchi soggetti attuatori non li hanno realizzati. Tant'è che siamo riusciti a recuperare circa 16 milioni di euro non spesi per fare discariche, centri di trattamento per il co
mpostaggio, piattaforme ecologiche e di stoccaggio per la
differenziata. Venuti meno gli impianti, ecco spiegata l'attuale
fase critica, con sindaci che spesso sono costretti a inviare i
rifiuti fuori regione facendo così lievitare i costi di gestione.
Un altro forte elemento di criticità è stata la bassa percentuale
di raccolta differenziata, che ora però sta crescendo».
Come si va oltre le criticità del sistema?
«Principalmente, muovendosi nel solco delle direttive
europee e della normativa nazionale, poi completando il ciclo
integrato dei rifiuti».
Cos'è il ciclo integrato?
«È quello che ci chiede l'Europa: ridurre la produzione
dei rifiuti, differenziare e riciclare, perché la raccolta
differenziata senza riciclo è necessaria ma non sufficiente; c'è
poi la valorizzazione energetica, che non equivale necessariamente
a realizzare inceneritori, in quanto esistono altre tecniche;
infine, la parte residuale dei rifiuti da conferire in discarica.
Questo è il ciclo ottimale delineato dall'Ue al quale bisognerà
conformarsi, senza contrapposizioni, trasformando la questione
rifiuti da problema a risorsa».
Il terreno di scontro riguarda la valorizzazione
energetica, qual è l'orientamento della Regione?
«Il salto culturale che noi chiediamo è evitare di
mettere, l'una contro l'altra, le fasi (differenziata contro
valorizzazione), perché sono entrambe necessarie per un ciclo
integrato virtuoso. Siccome non c'è alcun sistema al mondo che
possa differenziare i rifiuti al 100%, ecco perché diventa
ineludibile la valorizzazione energetica».
Saranno realizzati termovalorizzatori in Abruzzo?
«Ripeto, c'è bisogno innanzitutto di alzare la
differenziata, che attualmente è intorno al 30% e portarla almeno
al 40%, che è la soglia minima per avviare la valorizzazione
energetica. Nel 2010, siamo cresciuti del 4% e finiremo il 2011 con
un incremento vicino al 6%. Per arrivare al 40% abbiamo previsto
investimenti per circa 12 milioni di euro, attinti dal Fas,
finalizzati alla sola differenziata a partire dall'inizio del 2012.
Aggiungereno altri fondi per sostenere la realizzazione di centri
di stoccaggio (circa 16 milioni di euro) e compostaggio.
Complessivamente, investiremo circa 25 milioni di euro sul ciclo
dei rifiuti. Poi lavorereremo sui centri del riuso, che servono a
ridurre la produzione dei rifiuti».
Torniamo alla valorizzazione energetica, quali passi sono
stati fatti per cercare la soluzione migliore?
«Ci siamo rivolti al Cnr per avere un parere sulle
tecnologie esistenti al mondo, le meno impattanti e le più
produttive per una regione come l'Abruzzo. I risultati dello studio
Cnr saranno presentati tra dicembre e gennaio in tutte le Province.
Si comincerà il 15 dicembre a Chieti e il 16 a Teramo, perché
vogliamo sollecitare il massimo confronto possibile su questo tema.
I risultati del Cnr saranno portati anche al vaglio del Patto per
lo Sviluppo, proprio perché tutte le parti sociali possano prendere
coscienza della migliore soluzione possibile».
Non teme le pressioni delle lobby che premono sui
termovalorizzatori?
«La sollecitazione di un confronto il più possibile
allargato risponde proprio all'esigenza di tenere le lobby fuori
dalla porta. Poi toccherà anche ai nuovi gestori del ciclo
integrato individuare gli impianti più idonei».
Gli impianti saranno a gestione pubblica o privata?
«La legge prevede che quando si faranno le gare per il
ciclo integrato dei rifiuti, tutti gli impianti dovranno essere
compatibili con gli indirizzi della nuova legge. I finanziamenti
regionali saranno comunque orientati a finanziare impianti
pubblici».
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5 dicembre 2011