Becci: commercio affossato

«I troppi errori di ieri determinano il crollo di oggi»

       PESCARA. Centro commerciale naturale e burocrazia più snella: la ricetta contro la crisi si prepara in poche mosse, ma perché dispieghi tutti i suoi effetti ci vuole un po' di tempo. Daniele Becci, presidente della Camera di commercio, lo sottolinea: il calo delle vendite non è cosa nuova e Pescara paga oggi errori del passato.  Negozi semivuoti, vendite in calo del 30 per cento e commercianti scontenti, quelli del centro soprattutto. Colpa di una crisi economica pesante, della scarsa propensione all'acquisto e, secondo il presidente dell'ente camerale, anche dei centri commerciali, troppi e troppo vicini. «Lo svuotamento dei negozi non lo scopriamo oggi, lo avevamo annunciato da tempo», dice, «rientra negli errori di una politica sbagliata per anni. Oggi vengono fuori errori di ieri». E aggiunge: «Pescara paga un forte concentramento di centri commerciali nell'area metropolitana, il che, sommato alla crisi che ci sta attanagliando, determina le percentuali descritte di calo delle vendite». Sul futuro del commercio cittadino, però, Becci è fiducioso, «purchè vengano utilizzati dalla categoria e da chi amministra, opportuni accorgimenti per dare nuovo slancio al settore», osserva. «Sarebbe il caso di riprendere il discorso del centro commerciale naturale. Questa possibilità mi sembra una buona proposta per sostenere il commercio». Una possibile soluzione che però, sottolinea Becci, dovrebbe essere accompagnata da un offerta completa: «A
    l centro commerciale naturale dovrebbero essere abbinati i servizi: chi vuole venire in centro deve innanzitutto poter trovare un parcheggio», sottolinea. «E non mi riferisco al parcheggio gratuito, ma a strategie commerciali che consentano magari al negoziante di procurare il ticket del parcheggio al cliente facendosene carico, anche in parte. Occorre organizzazione». La mobilità risulta essere un elemento assolutamente cruciale per il presidente della Camera di Commercio: «Le persone devono essere incentivate a venire in certo attraverso un sistema di trasporti adeguato, efficiente», osserva. «L'arredo, poi, deve rendere il centro attrattivo, la gente deve avere voglia di passeggiare». Altri nodi: «Una burocrazia farraginosa e tasse troppo alte. Sappiamo tutti che è un momento difficile per la pubblica amministrazione», ammette Beccia, «ma potrebbero essere forniti incentivi riducendo le tasse che pagano i commercianti, e facilitando le assunzioni dei giovani nel settore del commercio». La burocrazia, poi, conclude Becci, «dovrebbe essere più snella, e questo in ogni settore». Tempi lunghi e oppressivi delle carte: anche questo, a detta del presidente dell ente camerale, rende difficile la vita dei commercianti. Paola M.S. Toro

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    4 dicembre 2011
     

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