PESCARA. «
Luigi Conga non ha il requisito di buona condotta e non offre le necessarie garanzie di non abusare del titolo di polizia richiesto. Va respinto il ricorso per riavere la detenzione di armi». E' parte della motivazione con cui il Tribunale amministrativo regionale dice no alla richiesta di Conga di acquistare e detenere un'arma. Conga, imputato insieme ad altre 26 persone nel processo Sanità che riparte stamattina, è stato colonnello medico del distretto e dell'ospedale militare oltre che direttore generale della Asl di Chieti fino al 2005, carica per cui è finito nell'inchiesta della sanità con le accuse di associazione per delinquere, truffa aggravata, abuso d'ufficio e concussione, reati che per il Tar rappresentano un indizio sufficiente di «inaffidabilità». L'ex manager è stato arrestato il 14 luglio 2008. Dopo circa un mese, l'11 agosto 2008, è passato agli arresti domiciliari, revocati il 20 ottobre 2008 quando Conga è stato sottoposto all'obbligo di dimora revocato, infine, il 14 gennaio 2009. Due anni fa, ricorda il Tar, al colonnello era stato revocato il permesso del porto d'armi «a causa delle vicende giudiziarie che l'avevano coinvolto e che avevano determinato una condizione di instabilità psico-fisica». Successivamente, il 20 maggio 2010, l'ex manager Asl si è rivolto alla questura di Chieti, la città dove risiede, chiedendo il rilascio del nulla osta per l'acquisto e la detenzione di armi: nulla osta negato dal questore per
ché, è scritto nella sentenza del Tar, «Conga non aveva il requisito di buona condotta e non offriva le necessarie condizioni di non abusare del titolo di polizia richiesto». Ma quest'anno, l'ex manager Asl è ricorso contro la prefettura di Chieti chiedendo l'annullamento del decreto del questore. Ma il Tar non ha concesso il porto d'armi a Conga. Perché? «La buona condotta non è di certo connessa esclusivamente a comportamenti "violenti", ma si ricollega ad una condotta di vita rispettosa delle leggi. Tra le leggi da rispettare nell'attuale considerazione sociale, assumono un particolare disvalore i comportamenti non corretti posti dai pubblici amministratori». Così, il Tar respinge il ricorso del colonnello a cui nega il porto d'armi. Intanto, oggi alle 9.30, riprende il processo della Sanità e l'accusa chiama a deporre 7 testimoni tra funzionari e dirigenti. Al banco, sederanno il funzionario dell'ufficio legale della Barclays Bank
Silvia Maria Garda, l'ex direttore della Asl di Avezzano-Sulmona
Armando Jenca, l'ex direttore amministrativo della Asl di Avezzano-Sulmona
Oscar Silvestri, un altro ex direttore della Asl di Avezzano-Sulmona
Fulvio Catalano, l'ex dirigente del servizio regionale della programmazione sanitaria
Enzo Mancinelli, l'ex dirigente dell'ufficio assistenza ospedaliera pubblica e privata della Regione
Marie Therese Giannunzio e l'amministratore delegato Fira
Claudio D'Alesio. L'ultima data dell'anno del processo è poi quella del 14 dicembre in cui è prevista la deposizione fiume dell'imprenditore della sanità privata
Luigi Pierangeli. (p.au.)
23 novembre 2011
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