Provincia, Ruggieri si dimette

L'assessore annuncia di voler lasciare l'incarico, ma Masci lo ferma

    di Andrea Bene  PESCARA. Roberto Ruggieri ha presentato le sue dimissioni dalla carica di assessore provinciale ai lavori pubblici. La decisione maturata ieri, a sorpresa, è stata una doccia fredda per Guerino Testa.  Il presidente della Provincia, a Roma per una riunione dell'Upi (Unione Province italiane), ha ricevuto la notizia con un sms inviato da Ruggieri con il suo telefonino. «Non so che cosa stia accadendo», ha detto al Centro, «appena torno a Pescara, incontrerò l'assessore». Nelle stesse ore è stato avvertito anche il leader di Pescara futura Carlo Masci, il quale si è messo subito al lavoro per far tornare sui suoi passi il suo assessore alla Provincia. Le dimissioni sono state per il momento congelate, in attesa di un tavolo politico della maggioranza che si terrà nei prossimi giorni per chiarire l'intera vicenda. Intanto, ieri sera il gruppo di Pescara futura si è riunito con Ruggieri con la speranza di far ritirare le dimissioni.  Ma la situazione resta drammatica. Testa, senza più la maggioranza dopo l'uscita di Lino Ruggero da Pescara futura, sta tentando di governare una crisi politica dagli esiti incerti. Le dimissioni di Ruggieri, seppure congelate, dimostrano che all'interno della coalizione di centrodestra c'è un forte malessere.  Lo conferma la lettera che l'assessore ai lavori pubblici ha inviato al presidente della Provincia e al presidente del consiglio Giorgio De Luca per annunciare la sua decisione di lasciare l'incarico. &laqu
    o;Le comunico», si legge in sintesi nella lettera, «la mia volontà di rimettere il mandato ricevuto quale componente della giunta provinciale. In questa esperienza di amministratore pubblico, ritengo di aver profuso un impegno personale primario e diretto sulla scorta di un mandato politico che il corpo elettorale mi ha conferito e che io ho sempre cercato di onorare in maniera dignitosa, pur tra le mille difficoltà gestionali e nei meandri di una frammentazione politica sempre più condizionante». «Ho sempre cercato», prosegue Ruggieri, «ragioni e motivazioni per costruire ponti di comunicazione tra tutti gli attori della politica locale, non disdegnando occasioni di collaborazione e confronto con tutti. Forse non è stato compreso pienamente questo mio modo di fare, o forse è stato compreso, ma a qualcuno non piace». «Ritengo», conclude la lettera, «di poter garantire serenità e pacatezza di giudizio a chi, per ragioni oscure ma non troppo, sembra averla persa e non ha pudore di manifestarla».  Ruggieri si riferisce a Ruggero, con cui ha avuto diversi diverbi. A cominciare dalla mozione con cui il consigliere ha bloccato la delibera dell'assessore per i lavori sulla Lungofino. Ma la decisione delle dimissioni è maturata per uno scontro sulla riduzione dei collegi elettorali. Ruggero ha presentato una proposta per scorporare quello di Città Sant'Angelo-Elice, in cui è stato eletto Ruggieri, suscitando la dura reazione dell'assessore. «Non si può amministrare», ha affermato, «con un consigliere che ricatta politicamente la maggioranza, minacciando di votare contro in consiglio».  Duro il commento giunto dall'Idv: «Le dimissioni di Ruggieri sono solo l'epilogo di una palese crisi politica che da troppo tempo vive il centrodestra. Testa ne prenda atto».

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    17 novembre 2011
     

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