PESCARA. L'amministrazione comunale ha definitivamente archiviato uno degli interventi urbanistici più importanti degli ultimi anni. E' la proposta di accordo di programma per via Tiburtina, presentata nel 2007 da Cielo alto, la società costituita dagli imprenditori della sanità
Luigi Pierangeli e
Lorenzo Spatocco, con una quota intestata al costruttore
Michele D'Andrea e una all'imprenditore
Federico Tironese. La giunta ha preso atto della relazione degli uffici dell'assessore all'urbanistica
Marcello Antonelli e del parere della commissione urbanistica, che aveva bocciato il progetto, in quanto in contrasto con i divieti imposti dal Piano di rischio aeroportuale. La proposta era parte integrante di un intervento più complesso che prevedeva anche la realizzazione dei grattacieli della Regione nell'area dell'ex Camplone, cioè nella zona compresa tra via Tiburtina, la ferrovia e strada Comunale piana. Dato che il Piano di rischio aeroportuale ha bloccato la realizzazione di questi palazzi, la cui altezza superava il limite di sicurezza, l'amministrazione è stata costretta ad azzerare l'intera proposta, che prevedeva anche la realizzazione di alcuni edifici destinati a residenziale e commerciale. Più precisamente, erano previsti un fabbricato di 2.144 metri quadrati costituito da un elemento basamentale, destinato a commerciale, per 700 metri quadrati e residenziale, per 50 metri quadrati e da edifici di 7 piani, ad esso perpendicolari, destinati a residenziale, per 1.394 metri quadra
ti. Erano indicati anche i parcheggi. E' stato tutto azzerato. Nella delibera approvata dalla giunta viene spiegata così la scelta: «Considerato che il Piano di rischio aeroportuale vieta la realizzazione di interventi sensibili in prossimità degli aeroporti, è decaduta la possibilità di realizzare il Palaregione e quindi devono essere azzerate tutte le proposte in quell'ambito». L'amministrazione ha anche ritenuto carente la proposta sul piano economico finanziario: l'indice di convenienza pubblico-privato è risultato del 14,47 per cento e il rapporto tra il maggior utile pubblico-privato del 15,56 per cento, rispettivamente inferiori al 45 e al 50 per cento previsti dal regolamento programmi complessi. (a.ben.)
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2 novembre 2011
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