di Fabio Casmirro
PESCARA. Il fair play del Popolo della libertà e la cautela del Partito democratico, il sostanziale scetticismo dell'Italia dei valori. La candidatura annunciata da
Lucio Gaspari per un seggio al Senato movimenta il mondo politico regionale e riscuote i primi consensi nell'area moderata, tradizionalmente maggioritaria in Abruzzo anche nell'epoca del bipolarismo più sfrenato. «Ho ricevuto tantissime telefonate di consenso», dice il figlio dell'ex pluriministro di Gissi che, a 65 anni, ha deciso di mettere momentaneamente da parte una onorata carriera di docente all'università di Tor Vergata per impegnarsi con l'Udc di
Casini in un momento difficile per il Paese e l'Abruzzo.
«Rispetto sempre la scelta delle persone che mettono a disposizione della politica la propria professionalità, come in questo caso il professor Gaspari, a prescindere dal partito che intendono scegliere per i propri ideali». Così il coordinatore regionale del Pdl,
Filippo Piccone, che poi aggiunge: «Fa piacere riscontrare l'apprezzamento di Lucio Gaspari per personaggi politici come il presidente della Provincia di Chieti e il vice della Regione Lazio, esponenti del centrodestra che amministrano con il Pdl». Il senatore marsicano, nonostante le difficoltà economiche ereditate dalle passate amministrazioni, definisce positivi i risultati ottenuti sul fronte del risanamento economico in Abruzzo. «Un ulteriore impegno dell'amministrazione
Chiodi», riprende Piccone, «sarà incentrato sullo sviluppo con l'utilizzo dei fondi F
as. Il Pdl si sta dimostrando partito responsabile, con una classe
dirigente che in questi giorni, con il tesseramento e i congressi,
si radicherà in modo importante in vista dei prossimi appuntamenti
elettorali».
Sul versante opposto, il segretario regionale del Pd
Silvio Paolucci prende atto con soddisfazione
delle valutazioni espresse da Gaspari sui governi di centrodestra,
e sulla necessità di un segnale di discontinuità nel quadro delle
alleanze. «L'augurio», afferma Paolucci, «è che queste valutazioni
producano un lavoro politico importante nelle principali città dove
si andrà al voto in primavera».
Paolucci sottolinea che la posizione di Gaspari è in linea con
quelle di
Rodolfo De Laurentiis e del capogruppo
regionale dell'Udc,
Antonio Menna: «Segno che è
maturato il momento di scommettere davvero sull'allargamento della
coalizione con Udc, Idv e Sel. Il Pd» prosegue Paolucci, «sta
lavorando su questo progetto nelle sei città in cui si voterà in
primavera». Subito dopo, si aprirà la partita più importante.
«Stiamo per mettere in campo un progetto articolato su cinque
grandi questioni per la riconquista della Regione» annuncia il
segretario del Pd. A cominciare dal posizionamento dell'Abruzzo
nell'ambito delle macroregioni; Ricostruzione dell'Aquila; sanità;
sviluppo e riorganizzazione dei servizi.
«Quali gli effetti della candidatura di Gaspari? La considero
abbastanza ininfluente», commenta
Carlo
Costantini. «Mi fa piacere», prosegue il capogruppo
dell'Idv, «che il figlio di Gaspari abbia deciso di mettersi in
politica, ma mi sembra più una discesa in campo funzionale a
ricomporre i dissidi nell'Udc che a modificare equilibri politici e
logiche di schieramento. Del resto, faccio fatica a immaginare che
la candidatura di Lucio Gaspari possa condizionare il risultato
delle elezioni e ritengo che la maggior parte degli abruzzesi la
pensi come me. Perché questo», aggiunge Costantini, «non è più il
tempo della nostalgia ma quello della disperazione». Il leader
dell'Idv contesta invece i ritardi nella costruzione di una salda
alleanza a sinistra, e fa l'esempio di Montesilvano, una delle
città dove si voterà in primavera.
«Temo che a Montesilvano, il rinvio delle primarie da parte di una
componente del Pd sia condizionata proprio dalle decisioni
dell'Udc. Altrimenti perché», si chiede Costantini, «il Pd, che ha
deciso da mesi di fare le primarie, non fissa la data? Perché spera
in un'alleanza con l'Udc, senza considerare che, a Montesilvano,
l'assessore
Di Giacomo dell'Udc sta facendo il Prg
con il sindaco
Pasquale Cordoma. Insomma, siamo
alle comiche».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
30 ottobre 2011