di Melissa Di Sano e Pietro Lambertini
PESCARA. Sono partite dalle intercettazioni ascoltate dalla procura di Pescara le inchieste sul G8, sugli appalti per la ricostruzione dell'Aquila e su un termovalorizzatore da costruire a Celano sulle ceneri dell'ex zuccherificio. Le telefonate spiate, dall'ultimo piano del palazzo di giustizia, quello che di notte brilla per le finestre illuminate, sono state smistate alle altre procure: Perugia, Roma e L'Aquila.
Dal pizzino della cena della cricca del G8 scoperta durante una perquisizione nella casa di Firenze di
Fabio De Santis, al «film» per spartirsi la ricostruzione dell'Aquila dopo il terremoto, al «giocattolo» per bruciare «l'oro d'Abruzzo» e cioè i rifiuti. Sono questi i fuori programma che la procura ha incrociato durante le indagini avviate a Pescara: appalti truccati, fatture gonfiate e l'affare dell'immondizia che, per gli investigatori, attira anche personaggi legati al mafioso don
Vito Ciancimino.
Ma, grazie alle intercettazioni, ci sono altri procedimenti aperti e coperti dal segreto istruttorio. L'Aquila è l'epicentro delle indagini su appalti pubblici partiti dopo il terremoto del 6 aprile 2009: citati nelle carte giudiziarie, ex politici abruzzesi che in passato hanno avuto una certa notorietà. Ma dagli atti spuntano anche personaggi di livello nazionale. «Spero», ha commentato il procuratore capo
Nicola Trifuoggi durante un convegno all'Aquila, «che queste vicende scoperte attraverso le intercettazioni diventino presto note, notissime e lo diventino nel
modo più pesante possibile come già accaduto in altri casi».
MARE-MONTI. L'ultima inchiesta aquilana si basa sulle
intercettazioni carpite nell'indagine sulla Mare-Monti, una strada
fantasma che, a Penne, non è stata neanche costruita ma ha dato il
via a una serie di altri filoni giudiziari tra Perugia, Roma e
Napoli. Per l'appalto vestino, sono finiti sotto inchiesta l'ex
sindaco di Pescara
Luciano D'Alfonso, gli
imprenditori
Carlo e
Alfonso
Toto, l'ingegnere
Carlo Strassil e altri
nove funzionari pubblici.
Dall'indagine, coordinata dal pm
Gennaro Varone,
gli agenti del corpo forestale sono arrivati fino a De Santis, l'ex
provveditore alle Opere pubbliche della Toscana: a casa di De
Santis, i forestali hanno trovato un biglietto con una lista di
nomi da invitare a una cena, compreso il premier
Silvio
Berlusconi. Dalle telefonate, poi, sono rimbalzati gli
interessi per gli appalti del G8. Gli atti sono finiti a Roma e
Perugia.
IL FILM. A cascata, l'inchiesta sulla Mare-Monti ha
partorito anche un'indagine sulla ricostruzione dell'Aquila e ha
svelato altre «risate» sul dolore dei morti. Ecco la telefonata
captata il 16 luglio 2009, ad appena tre mesi e dieci giorni dal
terremoto.
Interlocutore: «Come vanno le cose lì, eh so che
proprio lì, si procede alla grande, in Abruzzo all'Aquila».
Strassil: «Ma sì, eh».
Interlocutore: (con fare ironico) «Eh,
velocemente, in maniera proprio come dire?».
Strassil: «Un film».
Interlocutore: «Un film? Ma un film».
Strassil: (grasse risate)
Interlocutore: «Vabbe' ma è un film, però, voglio
dire che insomma alla fine ce lo vediamo o non ce lo
vediamo?».
Strassil: «Sì».
Interlocutore: «A novembre, 'sto film?».
Strassil: «Ma, sì sì».
Interlocutore: «Ce lo riusciamo a vedere?».
Strassil: «Qualche cosa vediamo».
SCUOLE. Tenendo sotto controllo sempre il telefono di
Strassil - il 16 aprile 2009 l'ingegnere parla di «caricare di più»
le consulenze - è scattata un'altra inchiesta sui certificati di
agibilità delle scuole all'Aquila. Discutendo con la compagna, il
23 luglio 2009, Strassil rivela il modus operandi: «Mi so rivenduto
un certificato di idoneità tecnica per le scuole, no? Eh, perché
non c'è il tempo per fare tutti i progetti adeguati secondo
normativa, ma non c'hanno il tempo neanche per fare i lavori,
quindi, ci dev'essere la commissione che evidentemente
rischiando...».
RIFIUTI. Un'informativa di 346 pagine, redatta dal
sostituto commissario della squadra mobile
Giancarlo
Pavone e controfirmata dall'ex dirigente
Nicola
Zupo, è stata trasmessa alla procura di Avezzano: un
capitolo del libro sui rifiuti intitolato «Oro d'Abruzzo», è
dedicato all'affare dell'ex zuccherificio di Celano.
Secondo il documento, gli stati maggiori del centrodestra, seduti
nella Regione Abruzzo e in Parlamento, hanno premuto per realizzare
un termovalorizzatore a Celano e un altro a Teramo. «Un dato di
fatto», così la squadra mobile commenta l'interessamento della
politica verso l'inceneritore da costruire tra via Trara, via
Circonfucense e via comunale dello Zuccherificio.
Ma esaminando le visure camerali e mescolando i nomi e i cognomi
con i numeri di telefono, la squadra mobile è arrivata a sospettare
il legame di una società con personaggi legati a Ciancimino.
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28 ottobre 2011
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