PESCARA. Un'intera udienza dedicata alla deposizione di
Maria Maurizio, l'ex moglie del deputato Pdl
Sabatino Aracu, la donna che con il suo memoriale infuocato del maggio 2009 fece piombare nei guai il parlamentare, rivelando il presunto coinvolgimento dell'ex marito nel sistema di tangenti e favori. Il processo della Sanità, quello che vede imputati l'ex presidente
Ottaviano Del Turco, tanti politici di ambedue gli schieramenti, tra cui Aracu, e l'imprenditore della sanità
Vincenzo Maria Angelini non si celebrerà stamattina, com'era stato previsto nel calendario, ma slitterà direttamente all'udienza di lunedì 31, giorno in cui la protagonista sarà Maurizio. Oggi il processo salta perché l'avvocato
Giuliano Milia, che assiste Del Turco con l'altro avvocato
Gian Domenico Caiazza, ma è anche il legale di
Lamberto Quarta, ha chiesto il differimento per motivi di salute. Al banco dei testimoni, stamattina, erano attesi alcuni ex dirigenti della sanità regionale come
Angelo Cordone,
Dario Soria,
Roberto Costantini,
Stefano Maria Spadano e il luogotenente
Pasquale Mattetti. Ma l'udienza di oggi davanti al giudice
Carmelo De Santis non si celebrerà e passerà alla prossima in programma il 31. E' questa la data in cui i titolari dell'inchiesta, il procuratore capo
Nicola Trifuoggi e i pm
Giampiero Di Florio e
Giuseppe Bellelli, chiamano a deporre in un'udienza che si annuncia fiume solt
anto Maurizio. In aula, è atteso anche l'avvocato
Giulia Bongiorno che difende Aracu, il parlamentare che è accusato di aver ricevuto da Angelini nove tangenti, quasi tutte datate 2004, per un totale di 980 mila euro. Tutti versamenti in contanti, come confermò successivamente l'ex moglie che scopriva «pacchi di banconote» nella cassaforte di casa dopo ogni visita di Angelini il quale, per l'accusa, regalava anche gioielli e orologi di valore. La donna è chiamata dalla procura a rispondere in aula «sulle frequentazioni di Aracu con altri imputati, sulla ricezione di ingenti somme di denaro, sul tenore di vita familiare, sulla movimentazione di denaro contante e sulle regalìe ottenute da Aracu». «A casa nostra», aveva rivelato Maurizio ai pm nel 2009, «non si pagava mai nulla, né bollette, né rate del condominio, con la carte di credito: sempre in contanti. Angelini veniva a trovarci. Ricordo che la cassaforte era vuota. Quando andava via, la riaprivo ed era piena di pacchi di banconote». E' di questo che si parlerà nell'udienza del 31 del processo Sanità a cui seguirà quella del 4 novembre. (p.au.)
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28 ottobre 2011
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