Elezioni, nel Pd scoppia il caso Gallerati

A novembre la prescrizione dei reati a carico dell'ex sindaco che potrebbe ricandidarsi

    di Cristina Nanni  MONTESILVANO. L'ex sindaco Gallerati assicura di non volersi ricandidare. Ma il suo intervento sulla prescrizione per il processo Ciclone, alimenta le voci su un suo possibile ritorno. A sinistra si lasciano scappare una battuta: «Sembra che si stia aspettando la prescrizione per fare le primarie». No comment dal circolo cittadino Pd, che oggi incontra l'Idv per stabilire le regole sulle primarie. Ma Gallerati rischia di diventare un problema serio per il partito e l'intero centrosinistra, a cominciare proprio dall'Idv.  Ad alimentare i rumors su una possibile ricandidatura dell'ex sindaco di Montesilvano, è l'intervento dello stesso Renzo Gallerati dello scorso 14 ottobre. In una lunga nota, l'esponente Pd ha annunciato la sua uscita dal processo Ciclone, grazie alla prescrizione che scatterà a novembre. «Nessuna candidatura», ha assicurato l'ex primo cittadino, «ho altre priorità in questo momento».  Ma nei partiti il comunicato, rilanciato all'opinione pubblica, suona come un tentativo di «sondare il terreno» per un possibile ritorno in politica.  «Alle primarie può candidarsi chiunque rientri nei parametri fissati dal codice etico del partito», spiega il consigliere Feliciano D'Ignazio, «comunque alla fine saranno gli elettori a decidere». D'Ignazio interviene sulle toto-candidature: «Sarebbe auspicabile, avere dei nomi che possano accontentare tutta la coalizione». Per il consigliere Pd è importante &laqu
    o;una ventata di rinnovamento, la chiedono i cittadini. Altrimenti, si rischia quello che è successo in Molise». Bocche cucite nella segreteria Pd sull'affaire Gallerati, così come sulla condizione delle liste pulite, senza indagati e persone che abbiano già governato la città, imposta da Rifondazione e Sinistra ecologia e libertà. «Abbiamo già espresso la nostra linea e abbiamo già detto che il candidato sindaco non dovrà essere una persona rinviata a giudizio», dice il coordinatore Pd di Montesilvano, Luigi Beccia, che ribadisce il no del partito a una scelta anagrafica dei nomi e all'applicazione dei criteri di selezione richiesti dall'estrema sinistra sulle liste. Un punto su cui insiste la Federazione della Sinistra (Rifondazione e Comunisti italiani). «Riteniamo insufficiente», spiega Corrado Di Sante, coordinatore provinciale di Rc, «la condizione di mettere un filtro alle candidature a sindaco e non ai nomi delle liste». Intanto il Pd, in tandem con l'Idv, prosegue la sua corsa alle primarie. «Sel e Rifondazione», dice Beccia, «si sono tirati indietro al tavolo provinciale e ci hanno chiesto ulteriori garanzie. Abbiamo deciso di lanciare le primarie con l'Idv. Se i due partiti dell'estrema sinistra vogliono, possono aggiungersi».

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    20 ottobre 2011
     

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