di Giuliano Di Tanna
Alfonso Mascitelli dell’Idv
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PESCARA. «Il berlusconismo è una stagione in via di esuarimento. Quindi, anche l'Udc e altre formazioni politiche di centro che sono state collaterali al berlusconismo avranno modo di procedere a un ravvedimento operoso». Alfonso Mascitelli, senatore e coordinatore regionale dell'Idv (Italia dei valori), è fiducioso che alla fine l'Udc si alleerà con il centrosinistra in Abruzzo.
Come giudica l'apertura fatta dal leader abruzzese dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis, all'alleanza con il centrosinistra?
«Noi dell'Idv siamo abituati a giudicare i fatti e i comportamenti prima delle parole. Quella di De Laurentiis, allo stato attuale, è una posizione personale che apprezziamo in quanto conferma la critiche e i giudizi negativi sulla giunta Chiodi che noi avanziamo da tempo. Però, allo stato attuale, la sua resta una posizione individuale. Quindi, visto che parliamo di un partito commissariato, noi aspettiamo che il congresso dell'Udc decida la posizione ufficiale e collegiale di tutto il partito a livello regionale. Dopo di che, faremo le nostre valutazioni».
Il centrosinistra ha bisogno dell'Udc in Abruzzo?
«Il centrosinistra ha bisogno di tornare a parlare con tutti i cittadini. C'è un particolare che sta sfuggendo nell'attuale dibattito politico. Alle ultime elezioni regionali del 2008, a votare fu solo il 53 per cento degli aventi diritto con tre candidati alla presidenza. Chiodi, cioè, è stato votato solo da un abruzzese su quattro. Noi dell'Idv vogliamo parlare ai tanti abruzzesi che non hanno v
otato e che, ancora oggi, per disaffezione verso questa politica,
non hanno deciso se votare e come votare».
Quella percentuale di astensionisti è aumentata in questi
tre anni?
«Io credo che si mantenga stabile. Tocco ancora con mano
la disaffezione ma anche il grande desiderio di partecipazione a
una politica sana, viste le file di cittadini per firmare i
referendum sulla legge elettorale e sull'acqua. Questa premessa è
necessaria per capire che noi non abbiamo preclusioni di sorta nei
confronti di alcuno. A livello nazionale, insieme all'Udc abbiamo
fatto molte battaglie contro la politica economica di questo
governo che sta aumentando le diseguaglianze nel Paese, soprattutto
quelle fra Nord e Sud. Anche se, poi, dall'Udc siamo stati divisi
sul nucleare e sulle missioni militari all'estero. In Abruzzo noi
dell'Idv abbiamo apprezzato che l'Udc non abbia sottoscritto la
cambiale in bianco del Patto per lo sviluppo. A nostro giudizio,
c'è stato un errore nella sostanza di quel Patto: ci accorgeremo, a
distanza di tempo, che le risorse destinate all'Abruzzo sono
drasticamente inferiori a quelle che spettano alla nostra regione.
Inoltre, fino a oggi, i sottoscrittori di quell'accordo non hanno
ancora deciso le priorità dell'agenda. Abbiamo anche apprezzato che
una parte ampia dell'Udc si sia schierata a favore del Parco
nazionale della costa teatina, contro il modello proposto
dall'assessore Febbo. Questo significa che sui problemi che
interessano gli abruzzesi ci sono possibilità di incontro e di
condivisione».
Nel Pd c'è chi, come il capogruppo regionale, Camillo
D'Alessandro, dice a proposito dell'Udc: prima i progetti e poi le
alleanze. Lei è d'accordo?
«Siamo sempre stati dell'idea che, per recuerare la
fiducia dei cittadini abruzzesi, bisognasse superare il modello
tradizionale di partito e, con esso, superare il sistema delle
alchimie delle alleanze. Ricordo che in politica uno più uno non fa
mai due. Il nostro partito, anche in Abruzzo, vuole fare proprio il
modello-De Magistris (sindaco di napoli dell'Idv ndr), cioè di un
politico che ha parlato ai cittadini prima ancora che ai tavoli dei
partiti ed è stato premiato. In Abruzzo non abbiamo un De Magistris
o un Di Pietro, però, vorremmo che tutti insieme ricominciassimo a
parlare alla gente».
Sempre nel Pd, il senatore Legnini dice che il test della
serietà di questa apertura al centrosinistra dell'Udc saranno le
elezioni comunali dell'Aquila in primavera. E' così?
«Non solo dell'Aquila. Ci sono anche altre realtà molto
importanti come Avezzano, epicentro della Marsica; Montesilvano,
con la questione morale che ha investito sinistra e destra; Ortona,
che è stata per troppi anni un baluardo del centrodestra; e San
Salvo, dove usciamo da un'esperienza non gratificante del
centrosinistra. Questi sono tutti banchi di prova assai importanti
per capire se alle parole e alle buone intenzioni seguiranno i
fatti».
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17 ottobre 2011