Hotel chiusi, nuovi spiragli

In vista il cambio di destinazione in appartamenti

    di Giuseppina Gherardi  FRANCAVILLA. La sentenza del Consiglio di Stato a favore del cambio di destinazione d'uso dell'ex Hotel Le Paranze, da appartamenti vacanze a civile abitazione, costituisce un precedente per il futuro degli alberghi di Francavilla, che rischiano di essere trasformati in più redditizi condomini residenziali. In barba al rilancio dell'economia turistica tanto auspicato da più parti.  Particolarmente a rischio si profila il futuro, già incerto, degli alberghi storici dismessi e acquisiti dagli imprenditori. Fra questi figura l'ex Hotel Vittoria, con affaccio sul viale Nettuno e sul lungomare Kennedy, ristrutturato in alloggi ricettivo-turistico da diversi anni, e per il quale sia il Tar nel 2005 sia il Consiglio di Stato nel 2009, rigettarono la richiesta di cambio di destinazione d'uso a residenziale. Appena a Sud della Sirena, c'è l'ex Hotel Lido, prospiciente il lungomare Moro, la cui ristrutturazione appare a buon punto da tempo, ma non viene mai ultimata. In corrispondenza della stazione ferroviaria, sul lungomare Kenney, circa 4 anni fa fu abbattuto l'Hotel Royal. Al suo posto avrebbe dovuto sorgere una struttura per anziani (Rsa). La demolizione fu autorizzata per consentire al Comune di realizzare, senza intralci, la sistemazione di largo Modesto della Porta. La proprietà propose all'amministrazione dell'epoca (era sindaco Roberto Angelucci) di trasformare l'edificio in residenziale, impegnandosi ad acquistare Parco Ricciardelli e a cederlo al Comune. Con il cambio di amministrazione (sindaco Nicolino Di Qu
    inzio) la questione rimase in sospeso; l'area del Royal è ancora transennata e i lavori sono fermi alle fondazioni. A poca distanza, sul viale Nettuno, un altro albergo storico ha chiuso da qualche anno: La Fenice. La sentenza del Consiglio di Stato ha rimesso in discussione la durata dei vincoli alberghieri (sulla base dei quali il Comune aveva rifiutato il cambio di destinazione d'uso in residenziale delle strutture ricettive), in quanto, pur essendo legittimi devono però essere supportati da esigenze concrete e, comunque, sono destinati ad affievolirsi nel tempo. Tale sentenza, quindi, potrebbe fare da apripista al cambio di destinazione d'uso in residenziale, in automatico, di tutti gli altri alberghi dismessi e in ristrutturazione. In tal caso, la città andrebbe a impoverirsi di strutture ricettive e il Comune perderebbe l'opportunità, prospettata da tempo, di arrivare a un accordo con le proprietà, concedendo la destinazione a residenziale in cambio del pagamento di oneri indispensabili per le sofferenti casse comunali. Se non reiterati, i vincoli alberghieri potrebbero decadere anche per tutti gli altri alberghi di Francavilla. E un grosso interrogativo sorge per il vincolo della zona turistica del Foro, vasta area inedificata che di fatto non è mai decollata.

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    11 ottobre 2011
     

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