Zupo dà forfait al processo D'Alfonso

Salta la deposizione dell'ex capo della Squadra Mobile, in aula anche Pierangeli

       PESCARA. L'ex capo della Squadra Mobile Nicola Zupo non sarà a Pescara per testimoniare al processo D'Alfonso. Zupo, oggi dirigente a Imperia, era stato chiamato a testimoniare dal pm Gennaro Varone ma il dirigente, che oggi lavora a Imperia, è impegnato e non sarà in aula.  Nell'aula 1 torna oggi il processo sulle presunte tangenti in Comune che vede imputate 24 persone tra cui l'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, il suo ex braccio destro Guido Dezio, dirigenti e alcuni imprenditori come Carlo e Alfonso Toto. In aula, l'accusa chiama gli ultimi cinque nomi e, nella lista, c'era anche quello di Nicola Zupo, l'allora capo della squadra Mobile che il 15 dicembre 2008 consegnò a D'Alfonso il provvedimento di arresto ai domiciliari firmato dal gip Luca De Ninis su richiesta del pm Gennaro Varone. Zupo - oggi dirigente a Imperia - avrebbe dovuto ripercorrere le tappe delle indagini: la famosa lista sequestrata a Dezio e le numerse perquisizioni tra cui quella ad Alfonso Toto. L'accusa avrebbe interrogato Zupo, come scrive il pm Varone, «sulle indagini svolte sulla fondazione Europa prossima e i versamenti alla eseguiti dalla Margherita alla findazione», «sull'assenza di emolumenti di D'Alfonso diversi da quelli accreditati sul conto corrente», «sulle indagini relative alla costruzione della villa di Lettomanoppello e in particolare sui documenti sequestrati e sul loro contenuto, sugli appalti che, contemporaneamente all'incarico di realizzazione della vil
    la otteneva dall'amministrazione Rosario Cardinale (imputato nel processo, ndr)». Ma l'interrogatorio slitterà e si passerà agli altri testimoni: Roberto Di Benedetto della polizia postale che ha condotto le indagini insieme alla Squadra Mobile. Nella lista dell'accusa, figura anche l'imprenditore Luigi Pierangeli chiamato dal pm a riferire «del contributo di 8 mila euro nel maggio 2006 tramite due assegni». Ancora, nell'aula 1, ci saranno Roberto Antonio Di Matteo chiamato in aula dal pm a parlare «dell'atteggiamento di Dezio per favorire la Manutencop» e infine Manuela Di Lullo che Varone chiama a deporre «sul pagamento da parte di Toto delle vancaze insieme alla famiglia D'Alfonso». (p.au.)

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    10 ottobre 2011
     

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