PESCARA. Nuova udienza, oggi, in Tribunale a Pescara dell'inchiesta "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara, che vede fra i principali imputati l'ex sindaco Luciano D'Alfonso. Tra i testimoni citati dall'accusa: Emanuela Di Lullo, ex segretaria dell'imprenditore Carlo Toto, anche lui coinvolto nella vicenda, e l'imprenditore della sanità privata, Luigi Pierangeli. Assente, invece, per motivi di lavoro l'ex dirigente della squadra mobile, Nicola Zupo. Al suo posto è stato ascoltato l'ispettore capo della mobile, Angelo D'Onofrio.
La prima ad essere sentita dal Tribunale è stata l'ex segretaria di Toto. La donna è stata chiamata a raccontare di alcuni viaggi all'estero che avrebbe prenotato per conto di Toto e a cui avrebbe preso parte D'Alfonso insieme alla sua famiglia.
Durante la deposizione, l'ex segretaria ha spiegato che in realtà Toto gli chiedeva di prenotare viaggi, ma di non sapere, in quanto non gli veniva specificato, chi poi vi avrebbe partecipato. E, dunque, di non aver mai saputo, se non in un secondo tempo dalla stampa, che fra i fruitori vi fosse stato anche D'Alfonso. A tale proposito, ha sottolineato di non avere mai parlato con l'ex sindaco.
Le dichiarazioni della teste sono state subito oggetto di contestazione da parte del pm Gennaro Varone, che carte alla mano, le ha ricordato di aver detto, a suo tempo, agli inquirenti di aver prenotato viaggi all'estero, in particolare a Malta, Santiago de Compostela e negli Emirati Arabi per la famiglia Toto e per quella di D'Alfonso. Il pm ha chies
to, dunque, la trasmissioni degli atti in modo da poter procedere nei confronti della donna per falsa testimonianza. Dopo una breve camera di consiglio, il Tribunale ha accolto la richiesta.
Per quanto riguarda l'imprenditore Pierangeli, ha ribadito quanto già negli atti, ossia di avere versato, da marzo a maggio 2006, contributi elettorali all'allora partito dei Ds, per un importo complessivo di 8 mila euro.
Riguardo ai rapporti con D'Alfonso, Pierangeli ha detto di conoscerlo e di averlo visto più volte nel corso del 2006, ma esclusivamente per discutere di questioni inerenti la sanità regionale, ricoprendo anche il ruolo di presidente delle case di cura private.
Per quanto concerne la vicenda relativa al Calice di Toto Ito, l'ispettore della Mobile D'Onofrio si è soffermato sulla parcella di Toyo Ito, la quale dai 100 mila euro iniziali sarebbe stata notevolmente incrementata per attività, come quella per la pubblicità istituzionale, di fatto mai svolte. Durante l'udienza si è parlato anche della gara d'appalto per gli impianti di calore. A tal proposito, Antonio Di Matteo, all'epoca dei fatti membro della Commissione che doveva occuparsi della gara, ha riferito di aver saputo di pressioni da parte di Guido Dezio, ex braccio destro di D'Alfonso, per agevolare una ditta. Il processo riprenderà il 17 ottobre con l'audizione di altri testimoni.
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10 ottobre 2011
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