di Antonio De Frenza
Carlo Costantini, capogruppo in Consiglio regionale dell’Italia dei Valori
PESCARA. «Chiedo formalmente al Partito Democratico di scaricare Chiodi e di uscire da quello che solo a parole è stato definito Patto per lo Sviluppo». E' un appello all'alleato quello di Carlo Costantini, capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale.
Costantini, perché il Pd dovrebbe ritirarsi dal Patto dopo averlo firmato?
«Perché non si può essere, al tempo stesso, protagonisti di un progetto che ha nella credibilità del presidente della Regione il suo pilastro, ma anche quotidianamente contro tutto ciò che lo stesso presidente dice e fa».
Dunque lei dice no al Pd partito di lotta e di governo. Ma non crede che la crisi economica imponga uno sforzo comune, al di là degli steccati e delle appartenenze?
«Capisco perfettamente le ragioni ed il senso di responsabilità che possono aver indotto il Partito Democratico ad assumere questa decisione. Ma se oggi, dopo qualche mese di attesa, anche il Partito Democratico, esattamente come noi dell'Italia dei Valori, è costretto quasi quotidianamente a contestare quello che racconta Chiodi, allora i conti non tornano».
Ma qualcosa si è ottenuto. Per esempio Fitto ha assicurato che il Cipe...
«No, si è detto che il Cipe domani (oggi per chi legge, ndr) sbloccherà i fondi Fas dell'Abruzzo, ma da informazioni certe non ci risulta che ci sia una riunione in agenda».
E dunque i conti non tornano.
«Non tornano per il centrosinistra, mentre tornano perfettamente p
er il centrodestra che, approfittando di questa sorta di cambiale
in bianco firmata dal Pd, è riuscito nelle ultime settimane a
spacciare per "successi storici" gli stessi identici risultati che
hanno esposto il ministro Matteoli ai fischi dell'assemblea
generale dell'associazione dei costruttori di ieri. Qualcuno in
Abruzzo dovrà pur chiedersi per quale ragione, a fronte del
sostanziale azzeramento a livello nazionale dei fondi per le
infrastrutture, Matteoli è incalzato al punto da dover ammettere
che non c'è più un euro, mentre a Chiodi è consentito addirittura
di parlare di Fase due, senza che la Fase uno sia neppure
iniziata».
L'Idv se lo è chiesto? «Noi ce lo siamo chiesti,
così come ci siamo chiesti se sia possibile far parte di un
organismo nel quale chi dissente è esposto al rischio di
"epurazione", come accaduto di recente a Confindustria e chi prova
a rappresentare gli interessi di disoccupati, pensionati, precari è
accusato di difendere interessi corporativi, come accaduto, sempre
di recente alla Cgil».
E allora che cosa propone di fare?
«Questo è il momento della verità, perché solo se ti
confronti con la verità puoi provare a trovare le soluzioni
possibili».
La verità qual è?
«La verità è che l'Abruzzo, nel momento più difficile
della sua storia, riceverà meno di quanto hanno ricevuto altre
regioni e lo riceverà con gravissimo ritardo, rispetto ad altre
regioni (anche del Sud, che già stanno aprendo i cantieri). Per
questo dico che noi del centrosinistra tutto possiamo permetterci
agli occhi di chi sta pagando sulla propria pelle le conseguenze di
questa situazione, imprese, lavoratori, pensionati e soprattutto
giovani disoccupati, tranne che consentire a Chiodi di far passare
questa fase storica, come quella dei "successi per l'Abruzzo". In
ballo c'è la nostra stessa dignità di rappresentanti
dell'opposizione in questa Regione».
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30 settembre 2011