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Asl, premio di 17mila euro anche ai revisori

Altra spesa dopo gli aumenti a D'Amario e allo staff, «il Centro» richiede la delibera negata

PESCARA. Altri 17 mila euro spesi per pagare gli aumenti di stipendio: spunta un'altra spesa dopo il conto di 88 mila euro per pagare i premi di produttività al direttore generale della Asl di Pescara Claudio D'Amario, al direttore sanitario Fernando Guarino e ai due direttori amministrativi, Tea Di Pietro e Domenico Carano, che si sono avvicendati fra il 2009 e il 2010. Una spesa imprevista e non calcolata nella delibera 1.325/2010 della Asl che finora ci è stata negata e che ieri abbiamo richiesto per la seconda volta in via ufficiale. La Asl ha dovuto sborsare 3.400 euro per ognuno dei cinque revisori dei conti in servizio fino al 18 gennaio scorso quando c'è stato l'avvicendamento.

Perché? Dopo il sì della giunta Chiodi (delibera 899 del 23 novembre 2010) ai premi di 34.086,24 euro lordi a D'Amario, altri 27.268,99 a Guarino, più ancora 27.268,99 tra Di Pietro e Carano, anche i revisori dei conti della Asl Fausto Di Nisio, Giuseppe Ciattoni, Mario Di Giulio, Flavia Novello e Luigi Orlando hanno preteso l'adeguamento dei loro compensi: «Il 12 gennaio scorso», dice Di Nisio, uno degli ex revisori e consigliere comunale dell'Idv, «dopo aver appreso, non senza difficoltà, dei premi di produttività, abbiamo sollevato una questione alla Asl e cioè che gli aumenti non potevano essere accordati soltanto al direttore generale, al direttore sanitario e ai direttori amministrativi. Se la Regione Abruzzo ha considerato raggiunti gli obiettivi», osserva Di Nisio, «è chiaro che è stato per merito del lavoro di tutti e non soltanto di D'Amario e del suo staff. Per questo, abbiamo puntato su un parere del Consiglio di Stato, adito in precedenza dal ministero dell'Economia, che ha riconosciuto il nostro convicimento. Ma nonostante questo appiglio legislativo», sottolinea l'ex revisore, «in prima battuta, la Asl non ha voluto accordarci l'adeguamento. Poi, abbiamo affidato l'incarico di curare i nostri interessi a un legale, l'avvocato Luca De Felice, ed è arrivato il sì agli aumenti di stipendio». Così, la Asl ha speso altri 17 mila, la metà del premio di produttività di D'Amario: «È stata una spesa fuori programma», dice Di Nisio, «non prevista né da Chiodi né da D'Amario».

Per Di Nisio, dietro alla richiesta dell'adeguamento degli stipendi, non c'è stata soltanto la brama dei soldi: «È stata una rivendicazione per difendere i nostri diritti visto che», dichiara Di Nisio, «a volte il rispetto della legge, alla Asl, si traduce in vantaggi per alcuni e torti per altri. È giusto che i cittadini sappiano che, dopo i premi a D'Amario, Guarino, Carano e Di Pietro, la Regione ha dovuto sborsare altri 17 mila euro: questa è trasparenza». Di Nisio non mette in discussione la legittimità dei premi a D'Amario e al suo staff: «Mi dispiace la mancata trasparenza», commenta, «una delibera va messa a disposizione di tutti i cittadini e non soltanto di quelli che la chiedono».

Intanto, il consigliere regionale dell'Idv Carlo Costantini ha mantenuto l'impegno annunciato e, ieri, ha chiesto al presidente della commissione Vigilanza Gino Milano (Api) di convocare D'Amario sui premi di produttività e sulla delibera 1.325 della Asl, un atto pubblico che sembra coperto dal segreto di Stato: «Le chiedo», recita la richiesta di Costantini protocollata con il numero seriale 13491, «di voler disporre la convocazione di un'apposita riunione e di voler richiedere l'audizione di D'Amario in riferimento alla delibera».

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