di Sara Fabrizio
L’assessore Di Martino e il sindaco di Ortona Fratino
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ORTONA. Con nove voti a favore, sei contrari e un solo astenuto passa la perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina proposta dal sindaco di Ortona, Nicola Fratino, e dal capogruppo Pdl, assessore provinciale ortonese, Remo Di Martino. La città si candida inoltre a ospitare la sede del Parco, mentre Italia Nostra lancia al ministro Prestigiacomo una proposta provocatoria, suggerendo di denominare «Parco Febbo» la costituenda area di riserva del litorale teatino. Il consiglio comunale ortonese ha dunque approvato la proposta in assoluto più restrittiva.
Proposta che include, tra i siti da tutelare, la riserva regionale dell'Acquabella, a sud di Ortona, e il moncone dell'ex tracciato ferroviario che collega appunto l'Acquabella al territorio di San Vito Chietino. Una decisione la cui responsabilità ricade tutta sul centrodestra che, fino alla riunione della commissione speciale tenuta alla vigilia del consiglio, aveva dichiarato il proprio no al Parco nazionale che, lo ricordiamo, è invece stato istituito per legge.
Durante la seduta consiliare ortonese di venerdì sera, infatti, sono state avanzate altre due proposte di perimetrazione: la prima, della consigliera indipendente
Giuseppina De Lutiis, che ha proposto di mettere sotto tutela l'intera fascia costiera ortonese, dal Foro al confine con San Vito; la seconda, della consigliera di centrodestra del gruppo «In comune per il bene di Ortona»,
Annalisa Schiazza, che ha inserito il parco fluviale del Foro, quello delle dune e la
Ghiommera, la riserva regionale dei Ripari di Giobbe, Torre
Mucchia, la riserva guidata del Feudo, le contrade Savini e
Lazzaretto fino ai confini con Tollo, il lido Saraceni,
l'Acquabella e l'intero ex tracciato ferroviario dismesso.
Ma entrambe le proposte sono state bocciate dalla
maggioranza.
I cinque consiglieri del Partito democratico all'opposizione hanno
condiviso la proposta della Schiazza e ribadito, a nome dei partiti
di centrosinistra (Verdi, Idv, Sel, Psi e Rifondazione comunista),
la piena adesione al progetto del Parco nazionale della costa
teatina imputando all'amministrazione l'incapacità di presentarsi
in aula con un progetto sostenuto da studi scientifici, elementi
tecnici e giuridici a sostegno di una reale perimetrazione del
comprensorio da tutelare.
Anche il consiglio comunale di Fossacesia ha varato, ieri mattina,
la sua perimetrazione del Parco. «Abbiamo approvato», ha detto
Fausto Stante, sindaco di centrosinistra di
Fossacesia, «un deliberato che contiene suggerimenti al ministero
dell'Ambiente, grazie al quale invitiamo proprio quest'ultimo a
recepire la nostra idea di far nascere un parco innovativo: non un
parco vincolistico, ma di sviluppo attraverso una regolamentazione
da concertare».
Il Parco voluto dall'assessore regionale all'Agricoltura Mauro
Febbo continua a suscitare polemiche. Con la proposta suggerita al
ministro Prestigiacomo, la sezione frentana di Italia Nostra non
può fare a meno di annotare che, «in un momento in cui tutto il
mondo parla di ecoscienza, l'Abruzzo va in controtendenza con Febbo
e la maggioranza regionale di centrodestra che, caso unico al
mondo, hanno partorito il Parco a isole».
Molto critica anche la posizione della Cgil teatina.
«La scelta della tutela ambientale e della programmazione dello
sviluppo sostenibile rappresenta l'unica politica capace di
migliorare la condizione economica e occupazionale dei cittadini e,
al contempo, di rendere più competitivo il sistema produttivo
artigianale e industriale», commenta il segretario della Cgil di
Chieti,
Michele Marchioli, «La Regione, più che
delineare perimetrazioni fantasiose, non condivisibili e riduttive,
che si limitano a fotografare l'esistente e a chiamarlo parco,
vanificando così tutti i benefici che un parco naturalistico
potrebbe effettivamente determinare, scommetta su un'ampia
perimetrazione assicurando una vera contiguità territoriale che non
può essere determinata dalla sola area di risulta dell'ex tracciato
ferroviario».
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25 settembre 2011