Mario Di Marco (Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo)
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CHIETI. «Nella mia vita privata posso fare società con chiunque, come tutti i professionisti fanno per le esigenze lavorative, ma nè in Eurobasket nè ai Giochi del Mediterraneo sono state mai pagate fatture a società che vedono la partecipazione mia, dei miei familiari e dei miei affini, perché nel primo caso non ho percepito stipendi, a parte qualche rimborso di spese vive anticipate, mentre nel secondo caso sono stato solo un dipendente con uno stipendio».
Mario Di Marco, liquidatore ed ex direttore generale dei Giochi del Mediterraneo, torna sulla vicenda della Gumps Service sas (consulenza aziendale, marketing e procacciamento d'affari), dove risulta socio con due professionisti ben pagati dalla kermesse sportiva di Pescara 2009,
Paolo De Angelis e Giovanni D'Agostino.
Di Marco, nell'ambito di un lungo intervento, parla di «linciaggio gratuito e calunnie reiterate nel tempo». Sulla Gump Service, il Centro ha scritto testualmente «Di Marco, ad esempio, avrebbe fatto bene a rendere noto». Il tutto in nome di quella trasparenza doverosa quando si parla di soldi pubblici. E i 73 milioni di euro (la cifra è stata divulgata proprio da Di Marco) utilizzati per i Giochi sono per la quasi totalità pubblici. Otto milioni sono finiti in stipendi. Molti degli stipendiati sono politici. È un dato di fatto.
Il manager, a cui bisogna dare atto di essere stato chiamato in un secondo momento a dirigere Pescara 2009, parla di successo televisivo. Qui va precisato che nel conto economico del 2009 risultano spesi 1.1
89.276,13 euro per "contratto Rai prod. televisive/trasm".
Significa, fino a prova contraria, che lo sport ha pagato la tv e
non il contrario, come in genere accade.
Di Marco se la prende con l'assessore regionale all'Agricoltura
Mauro Febbo, che ha contestato la sua gestione sin
dalla prima ora. In precedenza, Febbo aveva aspramente criticato
l'operato del manager teatino nel corso di un'altra manifestazione
sportiva costata tantissimo ai contribuenti, i campionati europei
di basket femminile Chieti 2007, i cui strascichi, anche
giudiziari, sono ancora pesantissimi e nessuno può negarli. «Non
permetterò a nessuno, soprattutto a lui, di continuare a infangare
con bugie la mia professionalità, il mio lavoro e quello di tutte
le altre persone che hanno dovuto operare anche contro il clima di
sospetto originato dalle sue accuse gratuite, ma alla fine sono
riuscite a far vincere lo sport italiano e l'Abruzzo», dice Di
Marco. «È ora di smetterla con le bugie e con le falsità. Rimanendo
pronto a un confronto serio sulla verità dei fatti, ho dato mandato
ai miei legali di procedere nelle sedi opportune, sia in ambito
penale che in ambito civile, nei confronti di Febbo e di chi con
lui continuamente butta fango sulla mia persona, sulla mia dignità
e sulla mia professionalità».
Febbo gli risponde così: «Dopo aver fatto un consulto con il mio
legale, lo invito, in base all'articolo 596 secondo comma del
Codice penale, a procedere attraverso un giurì d'onore che accerti
la veridicità dei fatti. Lo invito anche, per l'ennesima volta, a
pubblicare i bilanci sul sito internet dei Giochi del
Mediterraneo».
«Questo signore parla di pubblicazione di bilanci, di gare
d'appalto e di tutta una serie di voci, riportando scientemente
dati non veritieri», conclude il lungo sfogo Di Marco, «ben sapendo
che il Comitato organizzatore dispone dei verbali da lui
sottoscritti per la consegna alla sua persona dei bilanci, dei 770
e delle procedure di gara messe in atto dal comitato, oltre alle
mail con gli stessi documenti inviategli dai commercialisti del
comitato presso la Regione Abruzzo e, addirittura, nel suo studio
privato».(m.c.)
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RISERVATA
23 settembre 2011