di Andrea Mori
L’assessore regionale Mauro Febbo domani incontra i sindaci della costa teatina
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PESCARA. Confindustria è sicura: il documento discusso in consiglio regionale sul Parco della costa teatina rappresenta una sintesi efficace delle posizioni che si contrappongono in merito alla possibile perimetrazione. La Costituente "Vogliamo il Parco" - rete di associazioni e persone - lo è altrettanto: «Con quella cartina il ministero per l'Ambiente avrà uno studio ufficiale sul territorio da cui partire per fare rapidamente la perimetrazione, dopo aver inevitabilmente gettato nel cestino l'ultima proposta indecente e leopardata del ragionier Febbo». Ricomincia dov'era finita la polemica attorno al caso del Parco nazionale della costa teatina che il 30 diventa operativo. Con una certezza. Che la proposta dell'assessore
Mauro Febbo (Pdl) - presidente del Tavolo di coordinamento degli enti locali - approvata dalla maggioranza in consiglio regionale non è nulla di nuovo. Nel senso che la cartina è la stessa disegnata nel 2010 della Provincia di Chieti nel progetto speciale della Via Verde (l'ex tracciato ferroviario).
Questa ipotesi, che l'assessore ha detto di voler portare comunque al ministero, vede una perimetrazione limitata alle attuali aree protette, un parco diffuso lungo la costa, «un parco a isole». Francavilla è fuori, così come sono esclusi i Ripari di Giobbe a Ortona e la Marina di Vasto. Un'idea che non va giù all'opposizione di centrosinistra, tantomeno alla Costituente che aveva ipotizzato una perimetrazione più larga, e neanche alla Confesercenti che in una nota ribadisce che «la sola unione delle riserve non bas
ta». «Bisogna tutelare un'area che comprenda i territori con
qualità ed emergenze preziose e spesso uniche e i servizi che gli
operatori turistici già danno in queste aree», sostengono
Daniele Zunica, presidente regionale di
Assoturismo-Confesercenti, e
Simone Lembo,
responsabile turismo sostenibile Confesercenti, «noi siamo per una
perimetrazione utile ed essenziale, che valorizzi il grande
potenziale della Costa dei Trabocchi e possa contare, nel sostegno
al turismo ed alla commercializzazione dei prodotti della filiera
agro-alimentare, sul marchio di Parco nazionale».
Per il presidente di Confindustria Chieti
Paolo
Primavera il documento discusso in Consiglio rappresenta
«una sintesi efficace delle posizioni». «La giusta esigenza di
tutela delle riserve naturali può convivere con la altrettanto
necessaria salvaguardia delle numerose attività produttive e
manifatturiere presenti nell'ambito costiero, e che costituiscono
un imprescindibile elemento di sostegno dell'economia e dei redditi
delle popolazioni residenti», sostiene, aupiscando comunque che «al
di là delle beghe politiche», la soluzione proposta possa trovare
«attuazione rapida e concreta». «Se il Parco deve esistere esso
deve rappresentare una opportunità e non un vincolo; non
dimentichiamo che interessa comunque aree fortemente urbanizzate, e
spesso anche destinate ad attività manifatturiere industriali ed
artigianali», continua, «ciò che occorre evitare», conclude
riferendosi al possibile arrivo del commissario, «è la totale
delega allo sviluppo a possibili soggetti esterni». A questo punto
la parola passa ai Comuni. I sindaci domani sono chiamati dal Pd a
esprimersi a Chieti e allo stesso tempo sono attesi da Febbo. «Li
accoglierò uno a uno», ha già detto l'assessore.
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22 settembre 2011