di Giuseppina Gherardi
FRANCAVILLA. Ai francavillesi piace l'idea del referendum per estendere il confine Sud della città sino al fiume Foro, annettendo le contrade Postilli e Foro, che attualmente appartengono al territorio di Ortona e i cui residenti da anni auspicano di essere accorpati a Francavilla. La proposta di referendum avanzata dal consigliere regionale e comunale Idv,
Lucrezio Paolini, ha già superato il primo gradino, ottenendo il parere favorevole del Collegio regionale delle garanzie statutarie. Dovrà ora passare l'esame della commissione Governo del territorio-Enti locali, e poi, approdare in consiglio regionale per l'ok definitivo. Il referendum chiamerebbe alle urne circa 48 mila elettori di Ortona e Francavilla. «Penso che la proposta sia buona», osserva
Sabrina Lonero, titolare dei negozi di ottica Criber e Iris. «Quel tratto di territorio non è molto sviluppato. Potrebbe essere l'occasione per dargli una connotazione, visto che è una delle porte di accesso a Francavilla». «Oltre al vantaggio per i residenti che potranno usufruire dei servizi», aggiunge
Massimo Criber, «l'accorpamento è conveniente per il comune di Francavilla, per ampliare la propria zona di competenza, e sviluppare così un discorso turistico e alberghiero più organico». «L'interesse è più che altro per i residenti del Foro, che potranno regolarizzare una situazione di appartenenza a Francavilla che, di fatto, gi&ag
rave; esiste», concordano i coniugi
Vincenzo D'Amario e
Carla Luciani, proprietari della macelleria Futuro nelle carni. «Se può portare una ricaduta positiva per tutta Francavilla, ben venga». «È una cosa buona», afferma
Concetta Luciani, «è meglio per Francavilla e per le persone che vivono in quella zona. Se si farà il referendum, io andrò a votare». Per l'appassionato di storia locale,
Giuseppe Iacone, l'idea del referendum arriva da lontano. «Risale agli anni Ottanta, quando era sindaco
Remo De Medio. Allora, però, era stato proposto di estendere il confine fino alla stazione di Tollo», ricorda Iacone. «Individuarlo sulla linea del fiume Foro è più logico. Il momento, però, considerati i costi del referendum, non è il più opportuno, visto che non ci sono i soldi neppure per aggiustare le strade, ridotte in uno stato pietoso». «Sarebbe la soluzione più naturale. I residenti sono francavillesi da sempre», osserva
Antonio Del Ciotto, presidente di Confcommercio. «Si aprirebbero anche ottime prospettive commerciali e imprenditoriali». «Potrebbe essere un'opportunità di riorganizzazione urbana e territoriale», rimarca
Leonardo Landolfo, presidente di Confesercenti, «con la speranza che dietro non si nascondano interessi di speculazione edilizia». «Paolini aveva avuto un mandato speciale dall'ex sindaco,
Nicolino Di Quinzio, per avviare l'iter del referendum. Come mai in oltre due anni e mezzo non ha prodotto niente?», chiede polemicamente
Massimiliano Di Pillo, all'epoca vice sindaco Idv.
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11 settembre 2011
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