Morto l'ultimo maestro del ferro battuto

Giovanni Marinelli aveva 94 anni, le sue opere al Comune

       FRANCAVILLA. Si è spento l'artista del ferro Giovanni Marinelli.  Il maestro artigiano aveva compiuto 94 anni lo scorso giugno. Se n'è andato in silenzio venerdì sera, nella sua abitazione di via Venezia, circondato dall'affetto dei familiari, che gli sono sempre stati vicino da quando la salute aveva cominciato ad abbandonarlo. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio, alle 15,40, nella chiesa di Santa Liberata.  Nella sua lunga attività di artista del ferro battuto, Marinelli era stato insignito del titolo di cavaliere e commendatore.  Amava molto la sua Francavilla e ha donato al municipio diverse opere, tra cui lo stemma in ferro battuto che orna la sala del consiglio comunale e, più di recente, durante l'amministrazione del sindaco Nicolino Di Quinzio, uno stemma in pietra, affisso nell'atrio di Palazzo di città.  La cerimonia ufficiale della donazione della scultura lo aveva visto assente, a causa dei suoi problemi di salute, ma attraverso i figli, che lo avevano rappresentato, aveva inviato il suo semplice, ma sentito messaggio: «Ringrazio il sindaco e tutta l'amministrazione comunale per questo onore».  «Ci ha lasciato un uomo che ha fatto la storia del dopoguerra a Francavilla», commenta il presidente del consiglio comunale, Francesco Todisco, nel porgere alla famiglia le condoglianze, a nome di tutta la collettività. «Marinelli ha voluto bene al Comune, a cui ha donato le sue opere. Con la sua arte, la sua operosità e la sua g
    enerosità, ha contribuito a dare lustro a Francavilla». L'artista del ferro battuto era una figura nota ai francavillesi, oltre che per le sue doti di artigiano, anche per avere rivestito per lunghi anni la carica di presidente dell'Associazione combattenti e reduci. In quelle vesti si è battuto a lungo per restituire alla città il vecchio monumento ai Caduti, che sorgeva in piazza della Rinascita, poi abbattuto all'inizio degli anni Novanta per consentire i lavori di ristrutturazione e di ampliamento di Palazzo San Domenico, trasformato nell'attuale Museo Michetti. Il suo impegno, però, non ha mai trovato riscontro e il nuovo monumento ai Caduti, come temeva, è rimasto una chimera. Ora, Marinelli riposerà nella cappella di famiglia, nel cimitero di Francavilla, vicino alla moglie, Antonella Paolini, e al figlio, Gianfranco. (g.g.)

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    11 settembre 2011
     

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