PENNE. Falsa partenza per la prima udienza preliminare del processo sulla strada fantasma, la Mare-Monti di Penne: 5 omesse notifiche ad altrettante società hanno fatto slittare il processo al 10 gennaio 2012. Sette mesi fa il pm
Gennaro Varone ha firmato 13 richieste di rinvio a giudizio e, tra i nomi, spiccano quelli di
Luciano D'Alfonso, quando era presidente della Provincia di Pescara, e degli imprenditori
Carlo, Alfonso e
Paolo Toto. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla truffa aggravata, dal falso ideologico alla concussione alla violazione delle leggi ambientali. Sotto la lente degli inquirenti, c'è lo scandalo della Statale 81 Piceno-Aprutina, l'appalto aggiudicato per 32 miliardi di vecchie lire che avrebbe provocato «un danno patrimoniale di rilevante entità» allo Stato. E assicurato «indebiti vantaggi» alla Toto costruzioni spa. Una maxi truffa ruotata intorno all'ingegnere romano
Carlo Strassil, anche lui tra gli imputati, già consulente post terremoto e progettista della Teramo-Mare, che avrebbe stravolto l'appalto. (p.au.)
20 luglio 2011
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