La foto scattata dagli agenti della squadra mobile in via della Scrofa a Roma con l’ex assessore Stati l’imprenditore Di Zio il senatore Di Stefano ed Ezio Stati
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PESCARA. Un pranzo nel ristorante amato dai politici, in una traversa di via della Scrofa a Roma, per parlare di termovalorizzatori. Alle 13 del primo aprile del 2009 il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano si siede a tavola con l'assessore regionale all'Ambiente Daniela Stati, con il padre Ezio Stati e con l'imprenditore dei rifiuti di Spoltore Rodolfo Di Zio. Ad aspettarli fuori dal ristorante Laganà, un punto di ritrovo obbligato per i politici, ci sono gli agenti della squadra mobile di Pescara che indagano sull'affare dei termovalorizzatori: è in una foto finita agli atti dell'inchiesta sui rifiuti che si vedono i quattro. Daniela Stati gioca con il cellulare, il padre parla al telefono e, un pugno di metri più indietro, ci sono Di Stefano e Di Zio che discutono.
Insieme agli appunti scritti su un quaderno da un imprenditore di Milano, Antonio Vercesi della Ecodeco srl interessato a costruire un termovalorizzatore, per l'accusa la foto documenta i rapporti di «confidenza» tra i politici e Di Zio, titolare della Deco, l'impresa finita sotto accusa per il presunto monopolio nei rifiuti d'Abruzzo.
Nell'inchiesta sul termovalorizzatore di Teramo sono indagati Di Stefano e Di Zio mentre la posizione di Daniela Stati, coinvolta nelle battute iniziali, è stata archiviata dopo l'interrogatorio e il padre risulta estraneo in questo procedimento. Dopo l'esplosione dell'inchiesta il 22 settembre scorso con l'arresto ai domiciliari di Lanfranco Venturoni, ex assessore regionale alla Sanità, e di Di Zio, Stati è uscita dalla giunta Chiodi lasciando l'incaric
o di assessore e ha abbandonato il Pdl approdando a Fli. Sul pranzo
a Roma, dice la squadra mobile in un'informativa rimessa al pm
Gennaro Varone, «appare evidente che Di Zio stesse proseguendo la
sua opera di convincimento per la realizzazione di un
termovalorizzatore facendo leva proprio sui principali vertici
istituzionali. Obiettivo, questo, necessario e indispensabile per
concludere la sua filiera e in merito al quale esercita pressioni
facendo emergere che le discariche si stanno esaurendo».
Secondo gli investigatori, il pranzo si scioglie con un sì ai
progetti di Di Zio e la squadra mobile annota che è lo stesso Di
Zio a consegnare «una statistica sulle volumetrie ancora
disponibili nelle discariche della regione Abruzzo» a Stati:
«Appare anomalo», fa notare la squadra mobile, «che l'assessorato
alla Regione Abruzzo richieda una statistica a un privato anziché
acquisire i dati dal proprio Osservatorio regionale sui rifiuti,
dati che dovrebbero essere sicuramente più obiettivi».
Nei giorni successivi al pranzo romano, annota la polizia, «si
registra un colloquio telefonico tra Di Zio e tale Enio della
società Selene srl (ex Asm Brescia spa), al quale prospetta di
essere in procinto di realizzare un termovalorizzatore. Tale
colloquio ha finalità di apprendere ulteriori metodologie e
convenienze sui conferimenti dei rifiuti negli impianti di
incenerimento. Tutto ciò rende evidente che Di Zio ha ottenuto una
risposta positiva per la realizzazione del termovalorizzatore».
Quattro giorni prima del pranzo romano, Di Zio ne rivela
l'importanza al genero Giordano De Luca, uno dei vertici della
società Ecologica srl, e dice che il presidente Gianni Chiodi
(estraneo all'inchiesta) non parteciperà. Di Zio: «Il presidente mi
ha telefonato e mi ha detto (incomprensibile)... la prossima
settimana. Allora, invece, mi ha chiamato l'assessore che
l'appuntamento a Roma, là con tutti, è mercoledì alle 13, capito?».
De Luca: «Io devo andare al dentista». Di Zio: «A me mi torna utile
i rapporti con Chiodi oggi». De Luca: «Però, a Roma». Di Zio:
«Perché lei dipende da lui, eh... capito?». Secondo le carte
dell'inchiesta, ai tempi di Stati assessore all'Ambiente, Di
Stefano è quasi un assessore ombra nel settore ambientale. Al
telefono, dice Di Zio: «Ho l'appuntamento con Fabrizio, perché chi
dirige l'assessore è Fabrizio».
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20 luglio 2011