di Claudia Ficcaglia
PENNE. Ancora tutto fermo all'ingresso del centro abitato di Penne nel cantiere per la realizzazione della rotatoria tra la Statale 81 e la Provinciale 151. L'opera, appaltata dalla Provincia di Pescara nel mese di aprile, costerà oltre 500mila euro. L'intervento, promosso dall'amministrazione provinciale De Dominicis ed ereditato dalla giunta Testa, in realtà non è mai decollato. La Provincia poco prima delle consultazioni elettorali di metà maggio ha reso noto di aver assegnato i lavori per 523 mila euro, installato le casette con bagno chimico del cantiere, transennato la zona e tagliato un albero Ma di mezzi e operai in azione per ora non v'è ancora traccia. Il rondò, come dichiararono la scorsa primavera gli amministratori provinciali «è la soluzione da lungo tempo attesa dai cittadini di Penne e non solo per snellire il traffico in un punto nevralgico della città, dove la circolazione dei veicoli risulta disagevole e pericolosa per la sua conformazione a gomito e per il dislivello di oltre due metri tra le due strade che confluiscono nell'incrocio». Secondo il progetto la rotatoria avrà un diametro esterno di 25 metri e servirà ad ottimizzare i flussi di veicoli in entrata e in uscita, soprattutto nelle ore di punta, moderando la velocità e facilitando i flussi secondari. I lavori, compresi quelli di ripavimentazione, prevedono il completamento dell'illuminazione pubblica, oltre il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale,
e dovrebbero essere ultimati nel giro di cinque mesi. «L'efficienza dell'amministrazione provinciale mi pare proprio ai minimi termini», commenta polemicamente
Piero De Bonis, coordinatore pennese del partito democratico. «Intanto il luogo, precedentemente adibito a parcheggio resta transennato ed il viale di San Francesco, che in questi giorni ospita anche tanti turisti, il biglietto dà visita della città, non da una bella immagine di sè, specie se la presenza di tutto l'armamentario lì predisposto è inutile». Stando invece a quanto dicono alcune fonti, pare che il rondò non si farà proprio. Ci sarebbero problemi nel sottosuolo: cavi telefonici, e non solo, sfuggiti alle ispezioni preventive che renderebbero assai problematico l'intervento. Sul futuro dei lavori nella zona pesano anche delle vicissitudini legali a causa di un ricorso fatto da un privato per un esproprio.
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10 luglio 2011
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