di Claudia Ficcaglia
PENNE. Opposizioni sul piede di guerra a Penne in vista del consiglio comunale di lunedì 11 luglio, dove l'assise civica sarà chiamata ad approvare il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2011. Il documento contabile, già approvato in sede di giunta dall'esecutivo del sindaco Rocco D'Alfonso, non convince i gruppi di minoranza per carenze programmatiche e palesi lacune, che lo renderebbero, come sostiene il vendoliano Tresca di PenneSì, nullo. Rischia di essere rinviato dunque l'ultimo punto all'ordine del giorno della seduta. Di fatto il bilancio, senza l'allegato obbligatorio, è incompleto e come tale passibile di annullamento, come previsto dal testo unico degli Enti locali. «Dal punto di vista politico», sostiene
Matteo Tresca, «manca un'idea di fondo che possa guidare un percorso nuovo. Lì dove era opportuno percorrere la strada del cambiamento, si è preferito mantenere immutati gli equilibri. Assistiamo a una politica senza una chiara linea di indirizzo e che procede in direzione contraria a quanto sostenuto dal sindaco in occasione delle recenti consultazioni elettorali. Per sopperire ai minori trasferimenti statali e agli aumentati costi della spesa sociale si è deciso di intervenire utilizzando tre leve: in primis quella fiscale con l'aumento della tassa sui rifiuti per le prime case e i garage del 46,2%. Si chiede infatti alla cittadinanza un ulteriore sforzo tornando ad aumentare la Tarsu e andando a colpire tutti. Si assiste inoltre»
;, continua Tresca, «a un incremento delle contravvenzioni stradali e per finire si fa affidamento sui maggiori utili provenienti dalle società partecipate». Critico anche il gruppo di Penne Nuova, guidato da
Luigi Bianchini. «La nostra preoccupazione», dichiara il capogruppo, «consiste nel non ravvisare in questo documento programmatico nessuna forma di investimento, nessuna prospettiva. Un bilancio ingessato da un'impostazione anacronistica che non tiene conto delle novità». «Questo bilancio», incalza il capogruppo di Insieme per Penne
Vincenzo Ferrante, «dimostra il dilettantismo di questa amministrazione che farebbe bene a cambiare metodo o pensare alle dimissioni per il bene della città».
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9 luglio 2011
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