Servizi ai disabili garantiti in base alle graduatorie

Tagli al sociale nell'area vestina, parla il coordinatore del Piano di zona

    di Claudia Ficcaglia  PENNE. «Abbiamo redatto un Piano di zona realistico, rispettando i livelli essenziali di assistenza indicati dalla Regione». Risponde così alle polemiche dei giorni scorsi Gabriele Starinieri, presidente del consiglio comunale di Loreto Aprutino e coordinatore del gruppo di Piano, organo collegiale che ha elaborato il Piano sociale per la gestione dei servizi socio-assistenziali in tutta l'area vestina. Il documento programmatico è stato approvato, anche se con maggioranze ristrette, dai Consigli di tutti i 18 Comuni che rientrano nell'ambito sociale 34, di cui Penne e Loreto sono i più popolosi. I tagli sul sociale da parte del governo centrale e per effetto della Regione, pari a oltre il 60 per cento, hanno messo in discussione il trasporto e l'educativa domiciliare generando più di una contestazione dagli amministratori locali. Il nuovo Piano di Zona (triennio 2011-2013), ha risentito quindi, come spiega il coordinatore Starinieri, «di una diversa impostazione dettata dai livelli superiori. In merito all'area disabili bisogna precisare che il piano regionale prevede per ogni settore d'intervento una spesa non superiore al 20 per cento. Attenendoci alle direttive regionali, abbiamo mantenuto tutti i servizi essenziali in atto, nella piena integrazione socio-sanitaria. Comuni come Loreto e Collecorvino hanno ritenuto inoltre di provvedere in proprio ad alcuni servizi, prevedendo nei propri bilanci somme dedicate allo scopo. Loreto spenderà 50mila euro per il trasporto disabili, mentre Collecorvino gest
    irà autonomamente l'assistenza educativa domiciliare. La novità», continua Starinieri, «sarà lavorare non su liste di attesa ma su graduatorie stilate in base ai reali bisogni. Lo sforzo economico di alcuni Comuni ha permesso di mantenere inalterate le ore di assistenza per gli utenti». Altra nota negativa imputata al Piano è la mancanza di concertazione con i sindacati, i quali, infatti, nella fase finale della redazione del documento non hanno voluto apporre la propria firma, ritenendolo, come sostiene Giuliano Colazzilli dello Spi-Cgil «basato solo su logiche ragionieristiche».

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    6 luglio 2011
     

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