Meno corsi e soldi
È l'effetto
Gelmini

    di Ylenia Gifuni PESCARA. Più efficienza con meno risorse e un numero ridotto di corsi di laurea. E' la parola d'ordine per ridisegnare l'assetto dell'università pescarese in seguito agli effetti della riforma targata Mariastella Gelmini. In questi giorni l'ateneo D'Annunzio, come tutti i poli didattici della Penisola, si appresta a varare il piano di riordino previsto dalla nuova normativa. Nelle quattro facoltà pescaresi (Architettura, Lingue e letterature straniere, Economia e Scienze manageriali) nell'anno accademico 2011/2012 verranno meno due corsi di laurea triennali: Tecniche del costruire della facoltà di Architettura ed Economia e finanza della facoltà di Economia. La scure dei tagli lascia invariati gli altri corsi di laurea.

    Il rettore della D'Annunzio Franco Cuccurullo in questa intervista al Centro traccia un bilancio a tutto tondo dell'offerta formativa del polo didattico pescarese, passando in rassegna i mutamenti che a breve interesseranno il piano di studi dei ragazzi e delle ragazze che hanno scelto Pescara per l'istruzione specialistica, le eccellenze e le criticità dell'università che presiede e la capacità di inserimento nel mercato del lavoro.

    Rettore, alla luce delle disposizioni previste dalla riforma Gelmini, nell'anno accademico alle porte cosa cambierà nel ventaglio dei corsi di laurea della D'Annunzio?
    «Abbiamo risorse economiche in meno e quindi dobbiamo adeguare l'offerta formativa. Non ci saranno nuovi corsi di laurea: abbiamo cercato di contenere i corsi già esiste
    nti, tentando di accorpare quelli che raccolgono pochi iscritti con altri che invece risultano più affollati. Tutto questo per evitare di raddoppiare il numero dei docenti in caso di superamento delle soglie di iscritti previste per legge».

    Quali sono i corsi di laurea che dal prossimo anno saranno cancellati e quali quelli che non subiranno nessuna flessione?
    «Il polo didattico di Pescara conta quattro facoltà: Architettura, Lingue e Letterature straniere, Economia e Scienze Manageriali. Come riferisce il preside di Architettura Alberto Clementi, la facoltà subirà la cancellazione del corso di laurea triennale in Tecniche del costruire. Gli studenti potranno quindi scegliere tra la laurea triennale in Pianificazione del territorio e dell'ambiente o la laurea magistrale a ciclo unico dalla durata quinquennale. Nel 2009/2010 avevamo anche Scienze e tecniche dell'architettura, che però è stato tagliato da quest'anno. Per la specialistica restano in piedi Tecnologia dei sistemi edilizi e Urbanistica sostenibile. Altra novità importante riguarda Economia: come conferma la preside Anna Morgante, la triennale in Economia e finanza verrà meno, mentre Economia ambientale, prevista nel 2009/2010, sarà accorpata ad Economia aziendale. I neodiplomati hanno a disposizione per la laurea triennale un ventaglio di offerte: Economia informatica per l'impresa, Economia aziendale, Economia e commercio, Economia e amministrazione delle imprese e Servizi giuridici per l'impresa. Per la laurea magistrale si può scegliere tra Diritto dell'economia, Economia e commercio, Economia aziendale ed Economia e amministrazione delle imprese».

    E per gli altri due corsi di laurea?
    «Sia Scienze manageriali sia Lingue e letterature straniere non subiranno alcun taglio. Per la triennale in Lingue e letterature straniere abbiamo a disposizione due corsi di laurea: Mediazione linguistica e comunicazione interculturale e Lingue eletterature straniere. Due le lauree magistrali: Lingue straniere per l'impresa e la cooperazione internazionale e Lingue, letterature e culture moderne. Quanto a Scienze manageriali abbimao la triennale in Economia e management e due lauree magistrali in Management e sviluppo socio-economico ed Economia e management».

    Le iscrizioni per il nuovo anno accademico partiranno a breve. Qual è il trend rispetto agli anni scorsi?
    «Il numero totale degli studenti è pressoché stazionario: da 13.337 studenti a Pescara nel 2009/2010 siamo passati a 12.920, ma è ancora un dato provvisorio. Il nostro ateneo ha una capacità attrattiva di primo piano, quasi in controtendenza rispetto agli altri centri della Penisola che vedono diminuire drasticamente le immatricolazioni».

    Per gli studenti provenienti da fuori regione Pescara è ancora una città che tira?
    «Assolutamente sì. L'Abruzzo ha una vivibilità altissima e Pescara ha una forte ricettività: la maggior parte degli studenti fuori sede viene dalla Puglia, ma ci sono anche tantissimi molisani. Non mancano i campani, i ragazzi e le ragazze della Basilicata e una piccola percentuale di giovani provenienti dalle Marche e dalla Calabria. Anche i prezzi degli alloggi spingono verso il capoluogo adriatico: sono inferiori rispetto a quelli delle grandi realtà universitarie italiane. L'Adisu, l'azienda per il diritto agli studi universitari, fa un ottimo lavoro e gestisce ottimamente il sistema delle convenzioni con palestre e strutture alberghiere, occupandosi anche delle borse di studio per i meno abbienti e degli assegni di ricerca».

    In città c'è il problema della mancata realizzazione delle residenze universitarie, più volte promesse dagli amministratori di ieri e di oggi, ma mai portate a termine. E' una spina nel finaco che incide in maniera negativa sul flusso dei trasferimenti da fuori regione?
    «Non credo. Personalmente vedo di buon occhio il coinvolgimento attivo dei giovani nella vita della città. L'inserimento degli studenti nel contesto delle famiglie è positivo, specie per quegli anziani che vivono da soli e mettono in affitto una parte del proprio appartamento ai ragazzi e alle ragazze fuori sede. Si dà impulso all'economia, consentendo anche di arrotondare sulla pensione».
    25 giugno 2011
     
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte
    PROMOZIONI
     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro