di Alessandro Fallocco
L'AQUILA. Dopo la beffa di Prato, la questione delle intercettazioni. Malgrado non esista alcun coinvolgimento diretto nell'indagine sul Calcioscommesse condotta dalla Procura di Cremona, tra il turbamento e lo scetticismo del popolo rossoblù, spunta anche L'Aquila dalle intercettazioni, in relazione alla previsione di una vittoria col Crociati Noceto. Una partita che ha segnato l'esordio da allenatore di Maurizio Ianni, marcando la fine di un periodo altalenante, culminato con le sconfitte contro Giacomense e San Marino e l'esonero di Leonardo Bitetto.
«Solo chi ha vissuto quella partita può riferire quanto abbiamo faticato per conseguire la vittoria», racconta Ianni. Il tecnico aquilano, che dell'esordio conserva ancora l'emozione, non crede possa essere stato un incontro pilotato. Dalla gara col Noceto è partita la nota rimonta che condurrà L'Aquila fino ai play off, grazie alle altre quattro vittorie e ai due pareggi che i ragazzi di Ianni hanno colto finale di stagione. Di fronte, un avversario già salvo, ma reduce da ben cinque risultati utili consecutivi. Un avvio in sordina per i rossoblù che registra il miracolo di Miskiewicz sulla punizione di Galli.
Poi, sul finale, l'occasionissima dei gialloblù: Pietranera smarca in area Konate, ma l'attaccante manda di poco a lato. Ad inizio ripresa è Testa a fare buona guardia sul doppio tentativo di Pietranera, poi il Noceto rimane in dieci e L'Aquila passa: Carcione calcia da posizione defilata, Miskiewicz non ci arriva e l'era Ianni inizia nel migliore dei modi. «I C
rociati», spiega Ianni, «si sono resi pericolosi in un paio di
occasioni, per giunta per tutta la ripresa abbiamo giocato anche
con un forte vento contrario. Siamo stati bravi a trovare la rete
subito dopo la loro espulsione, altrimenti non so come si sarebbe
potuta mettere».
Anche
Leonardo Bitetto, che fino a due settimane
prima allenava i rossoblù, fatica a credere che l'ombra del calcio
scommesse si possa essere allungata sulla sua ex squadra.
«Nell'ambiente non c'è stato mai avuto sentore di scommesse o di
partite taroccate. Piuttosto, quello che emerge dalle
intercettazioni sono solo telefonate tra persone estranee
all'Aquila».
Sulla vicenda interviene anche il presidente
Elio
Gizzi. «Nessun nostro tesserato è iscritto nel registro
degli indagati», attacca il numero uno di via Ulisse Nurzia. «E se
gli inquirenti in questi sei mesi di indagini, dopo aver analizzato
migliaia di intercettazioni, hanno ritenuto di non dover imputare
nessuna nostra partita, un motivo ci sarà». Nuovi elementi
potrebbero spuntare dagli interrogatori dei protagonisti delle
intercettazioni che tirano in ballo L'Aquila. «Mi auguro», prosegue
Gizzi, «che collaborino il prima possibile in modo che venga fatta
chiarezza. Mi sembra si voglia solo creare un grosso clamore
intorno ad una serie di circostanze in cui L'Aquila non c entra
niente».
Massimo Erodiani - titolare di un'agenzia
scommesse di San Giovanni Teatino, uno dei personaggi chiave
dell'inchiesta - parla di «30 mila euro pronti da consegnare agli
avversari da parte di quelli dell'Aquila».
«Le frasi vanno sempre interpretate», sottolinea il presidente
Gizzi. «Non c'è nessun riferimento all'Aquila Calcio e non è
escluso che possano esserci degli scommettitori aquilani. Oppure
potrebbe essere una immedesimazione da parte degli scommettitori
che volevano intervenire su quella partita per giocarsi la vittoria
dell' Aquila. Non dimentichiamoci che questa presunta
organizzazione agiva direttamente sugli eventi sportivi,
all'insaputa delle società». Resta il mistero su chi abbia potuto
contattare
Antonio Bellavista, l'ex giocatore del
Verona anche lui fra gli indagati, dalla cabina di Viale Corrado
IV. «Non ne abbiamo la benché minima idea», spiega Gizzi. «Né si
può escludere che fosse un personaggio estraneo a questa città. Di
sicuro è qualcuno che parla a livello personale. E poi c'è la frase
di Bellavista che dichiara di voler mettere 30 mila euro per
indirizzare la partita. Noi in questo contesto non siamo
protagonisti, bensì parte lesa», sottolinea il presidente. Della
chiamata che Bellavista riceve da un telefono pubblico del
capoluogo, ha una versione differente il responsabile dell'area
tecnica
Ercole Di Nicola.
«Nonostante la telefonata parta da una cabina dell'Aquila»,
commenta, «di tutto si parla, tranne che di una partita dell'Aquila
Calcio. Tanto che a un certo punto i due interlocutori tirano in
ballo di una partita di C2. Significa che fino ad allora non
stavano parlando di Seconda divisione». La vicenda ha creato non
pochi imbarazzi in città, ma non ha fermato i piani della società
per ambire al ripescaggio in Prima divisione. Ieri l'incontro con
l'amministrazione comunale per risolvere la problematica legata
all'impianto di gioco. «Per il Fattori», ha spiegato l'assessore
allo Sport,
Giampaolo Arduini, «stiamo studiando
delle soluzioni che costino il meno possibile. L' obiettivo vero
resta quello di trasferire il calcio all'Acquasanta il prima
possibile. Calcio scommesse?», conclude, «Tutt'altro: ho visto un
presidente Gizzi sereno, abbiamo parlato del futuro di questa
società».
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4 giugno 2011