di Pietro Lambertini
PESCARA. Come può uno juventino chiedere in regalo una maglia dell'Inter? Massimo Erodiani, 37 anni di Pescara, portiere di calcio a 5 con l'asd Pino Di Matteo di Paglieta nel campionato 2009/2010 della promozione dalla C alla B, lo fa in lacrime: «Mi duole il cuore da juventino, che cazzo devo fare, ma la maglia di Pazzini me la puoi procurare? Pazzini mi fa impazzire». L'amico Marco Pirani, il medico marchigiano arrestato, risponde: «Io con l'Inter non c'ho problemi».
IL CAPO Nato a Guardiagrele il 24 ottobre del 1974,
Massimo Erodiani, residente in via Vasco de Gama nel quartiere Porta Nuova di Pescara, è considerato dalla procura di Cremona uno dei capi dell'organizzazione capace di truccare le partite per guadagnare soldi a palate. Dalle 611 pagine dell'ordinanza di custodia firmata dal gip
Guido Salvini, emerge che, con Erodiani, Pescara è diventata il crocevia delle scommesse con un fiume di denaro.
A tirare le fila dell'affare calcioscommesse c'è proprio lui, ex studente dell'Itc Aterno, titolare di una tabaccheria nella galleria Wojtyla di San Giovanni Teatino e di una sala scommesse in via Tommaso da Celano a Pescara: secondo gli investigatori, anche se di proprietà di un'altra indagata e cioè
Francesca La Civita, 30 anni, residente a Pescara, la sala giochi è riferibile a Erodiani.
PANE E PALLONE Erodiani è uno che mastica pane e pallone da una vita. Prima da giocatore: ha militato in serie B di calcetto con il Raiano e
in C a Paglieta centrando una promozione storica. Portiere di
calcio a 5 Erodiani, come
Gianluca Tuccella del
Cus Chieti, un altro coinvolto nell'inchiesta e finito ai
domiciliari.
Dal 2005 le scommesse sono il pane quotidiano di Erodiani, una
professione che gli ha procurato già grane su grane: nel 2005 e nel
2007 è stato indagato dalla finanza di Pescara per esercizio
abusivo di attività di gioco e scommessa; nel 2009 dai carabinieri
di Busto Arsizio per trattamento illecito di dati, falsità
materiale commesso dal privato, falsità in scrittura privata e
truffa aggravata; nel 2010 dalla polizia di Vasto per simulazione
di reato e procurato allarme all'autorità. Reati legati alla
galassia delle scommesse - tipici, fanno sapere gli investigatori
della squadra mobile, di chi opera in questo mondo - che però non
hanno cancellato da Erodiani l'aura dell'insospettabile.
232 AMICI Duecentotrentadue amici su Facebook, Erodiani,
fede juventina, getta fango virtuale sull'Inter: «Quaranta anni di
anonimato giustificano quattri anni da ladroni... tornate quello
che siete sempre stati... delle merde neroazzurre», scrive sulla
sua bacheca.
«Ma Pazzini», dice Erodiani nelle intercettazioni, «mi fa
impazzire» e così a Pirani chiede la maglia nerazzurra e pure un
invito allo stadio Meazza di Milano per una partita di Champions
league: «Se superate gli ottavi, poi, ai quarti mi inviti pure a me
a vedere l'Inter, eh?. E Pirani risponde: «Guarda che te basta che
mi dici voglio venire».
FANTASIA DI SCOMMESSE E la conversazione del 7 febbraio
scorso prosegue fantasticando sulle scommesse.
Pirani: Ieri sera ho visto la partita assieme a mio
nipote. È entrato dentro casa, mi ha detto: zio Marco gioca il 4 a
3 per l'Inter.
Erodiani: Ah ah (ride, ndr).
Pirani: Il 4 a 3, mi ha detto, e alla fine gli ho
detto: vedi il 5 a 3.
Erodiani: 4 a 3, però c'era andato vicino
dai.
Pirani: Il 4 a 3, ma lo pagavano 150 ma dimmi una
roba: ma c'è qualcuno che te le gioca 'ste robe?
Erodiani: Qualcuno ha giocato ieri un 4 a 3, a me
mi avevano giocato sia il 4 a 3 che il 4 a 4: uno 10 euro il 4 a 4,
vinceva mille, 1.500 euro.
Pirani: Il 5 a 3 no?
Erodiani: Il 5 a 3, non lo so quanto era quotato,
però, fai conto che forse era quotata 160, 170.
Pirani: Eh, dava anche gusto: con 100 euro
vincerne 17 mila.
Erodiani: Eh, ma io voglio conoscerlo chi è che
mette 100 euro sul 5 a 3 di una partita. Ah, perchè o lo sai o
parli con le streghe.
UN GLADIATORE Orientamento politico «estrema destra» e
come citazione preferita «non mollare mai», fan del «Gladiatore» di
Russell Crowe, Erodiani viene considerato
«organizzatore dell'intera rete di rapporti stabili diretti alla
manipolazione delle partite di calcio. Un meccanismo oliato», dice
il gip Salvini, «che ruota in particolare attorno a Erodiani e
Pirani».
Un personaggio, quindi, di spessore nazionale tanto che la polizia
lo fotografa anche prima di un incontro in via Ugo Bassi 7 a
Bologna con gli altri componenti dell'organizzazione, a cominciare
dagli ex calciatori
Antonio Bellavista e
Beppe Signori, mister duecento gol in Serie A e
Nazionale.
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4 giugno 2011