SAN GIOVANNI TEATINO.E' lui, Verino Caldarelli, il grande sconfitto a San Giovanni, a capo dell'amministrazione dal 2001. Andando ancora più indietro negli anni, sindaco lo era stato anche nell'ultimo scorcio della prima Repubblica, quando a consegnare la fascia tricolore non erano gli elettori, ma le segreterie dei partiti e i consiglieri comunali. Poco dopo le 17, nei seggi era a ancora in corso lo scrutinio, ma per gli addetti ai lavori il risultato era già assodato. Caldarelli è uscito dal palazzo di Città, per l'ultima volta da sindaco. Era rimasto nella sua stanza al terzo piano per tutto il pomeriggio, certo di restarvi per accogliere come suo erede Ezio Chiacchiaretta, al quale passare il testimone dei progetti di trasformazione della città con le grandi opere avviate, piazza San Rocco e la chiesa by Mario Botta. Non se l'aspettava Caldarelli. «Ipotizzare questo risultato? No, non l'avrei mai immaginato», dice varcando la soglia del Comune. «Ho detto che avrei considerato una sconfitta vincere con 1500 voti di scarto». Poi aggiunge: «Si vede che il paese preferisce così. Ora sarà una gara a chi corre prima per chiedere piaceri. Faremo le foto di com'è oggi San Giovanni Teatino, di quel che lasciamo, poi le rifaremo tra sei mesi per vedere la differenza. Anzi, altri le rifaranno perché non credo che il sottoscritto ci sarà». (g.d.l.)
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17 maggio 2011
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