di Berardino Santilli
L'AQUILA. La maggioranza di centrodestra conta alla fine dell'anno di pareggiare il bilancio regionale e, quindi, di evitare il dissesto finanziario rinunciando alle economie vincolate, bacino ormai esaurito, e non ricorrendo all'aumento delle tasse.
In che maniera? I 100 milioni che molto probabilmente serviranno, a fine anno, ad assicurare il pagamento delle spese obbligatorie saranno reperiti nei fondi Fas (Fondi europei per le aree sotto-utlizzate) e in quelli comunitari che saranno assegnati all'Abruzzo. E' l'assessore al Bilancio,
Carlo Masci, a dirsi fiducioso sul futuro dell'assetto economico e finanziario di fronte all'allarme scattato a causa del fatto che le economie vincolate - alle quali si è attinto negli ultimi quattro anni - sono ormai esaurite.
Le economie vincolate riguardano fondi nazionali assegnati nel corso degli anni alla Regione per progetti già definiti, in molti casi attivati, ma non tutti ancora utilizzati per lungaggini burocratiche o ritardi. Negli ultimi quattro anni sono stati trasferiti 409 milioni: 133 nel 2008 dalla giunta di centrosinistra, 87 nel 2009, 78 nel 2010 e 111 nel 2010, tutti bilanci fatti dalla giunta di centrodestra in carica.
«Conterremo le spese per quanto possibile», spiega Masci. «Sappiamo che dovremo affrontare un percorso difficile, ma siamo moderatamente fiduciosi perché con la nostra azione di risanamento tra qualche altro anno determinerà una situazione nettamente migliore rispetto al passato. Sappiamo che le economie vincolate sono finite. Stiamo l
avorando per trovare soluzioni. Muovendomi da adesso e impedendo
spese superflue, non aumenteremo tasse e copriremo il disavanzo per
le spese obbligatorie con Fas e fondi comunitari».
«La necessità di oggi c'era anche prima», prosegue Masci, «la
differenza è che da tre anni c'è un governo del bilancio che tiene
conto delle entrate delle uscite, fino a tre finanziare fa, si
faceva il bilancio sulle uscite. Con noi è cambiata: verifichiamo
quanto abbiamo e poi facciamo il bilancio con queste risorse senza
ulteriori indebitamenti. Prima si chiudevano i buchi con
l'indebitamento, tanto che l'Abruizzo era la Regione più indebitata
d'Italia». Secondo Masci, le economie vincolate sono «risorse
nazionali assegnate a programmi già definiti, che poi sono stati
finanziati con mutui. Le abbiamo utilizzate andando a coprire spese
obbligatorie in particolare rate di mutuo che erano state fatte per
progetti analoghi».
L'ottimisto di Masci deve essere misurato con il fatto che la
Regione ha un debito strutturale di circa 3 miliardi e mezzo di
euro, sceso peraltro da un totale di 4, nel corso di questa
consigliatura; e con il fatto che la Regione, nel piano di rientro
della sanità per il 2011 e il 2012, deve ancora complessivamente
circa 150 milioni di euro.
Mentre Masci non vede pericoli per le economie vincolate spostate,
nonostante le attività ancora in corso che ora devono essere
reintegrate per pagare enti e professionisti che le hanno portate a
termine, l'ex assessore regionale al Bilancio,
Giovanni
D'Amico, attualmente consigliere regionale del Pd,
chiarisce che il rischio di dissesto esiste e invita il
centrodestra ad attivarsi con il governo per recuperare somme nella
sanità. «Bisogna fare un piano di risanamento aggiuntivo con il
governo», dice D'Amico, «prevedendo che l'Abruzzo sia considerata
per uno due anni come costi nella sanità come Lombardia, Toscana e
Basilicata, regioni modello. In questo modo si liberebbero sul
bilancio almeno 150 milioni che consentirebbero a tutte le altre
funzioni di sopravvivere. Tutto ciò alzando la qualità di servizi e
abbassando costi di produzione».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
12 maggio 2011