Bussi, la discarica dei veleni: 19 a processo
Ex amministratori e vertici Montedison a giudizio

Il gup Luca De Ninis rinvia a giudizio 19 indagati tra ex amministratori e vertici Montedison per la la discarica dei veleni più grande d'Europa. Depotenziato il capo di imputazione da avvelenamento doloso ad adulterazione delle acque

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    di Paola Aurisicchio BUSSI SUL TIRINO. Diciannove rinvii a giudizio e 8 proscioglimenti per la discarica di Bussi sul Tirino. Gli ex amministratori e vertici Montedison saranno processato per la vicenda della mega discarica nel pescarese, il più grande deposito di veleni d'Europa che fa riferimento allo stabilimento del gruppo industriale e all'interramento per decenni dei rifiuti tossici del sito industriale che avrebbe secondo l'inchiesta inquinato le acque del fiume Pescara e le sorgenti dell'acqua pubblica della Val Pescara. Il processso ci sarà ma il capo di imputazione è stato depotenziato da avvelenamento doloso ad adulterazione delle acque.

    A giudizio Luigi Furlani, Bruno Parodi, Alessandro Masotti, Salvatore Boncoraglio, Maurizio Piazzardi, Leonardo Capogrosso, Mauro Molinari, Giuseppe Quaglia, Giancarlo Morelli, Luigi Guarracino, Nazzareno Santini, Domenico Angelo Alleva, Nicola Sabatini, Carlo Cogliati, Guido Angiolini, Vincenzo Santamato, Carlo Vassallo, Maurilio Aguggia e Camillo Di Paolo. Il provvedimento è stato emesso iera sera - erano le 22,30 - dal gup Luca De Ninis nell'aula 5 del tribunale di Pescara.

    Dal processo - che comincerà il 18 novembre 2011 a Pescara - escono Giorgio D'Ambrosio, ex presidente dell'Ato, e Bruno Catena, ex presidente dell'Aca, prosciolti.  Il gup di Pescara, Luca De Ninis, ha preso la sua decisione per la vicenda della mega discarica di Bussi sul TirinO (Pescara). Non luogo a procedere anche per Roberto Angelucci (ex vice presidente Ato), Sergio Franci  (all'epoca direttore lavori), Franco Feliciani (ex co
    mponente Ato), Lorenzo Livello  (direttore tecnico Aca), Bartolomeo Di Giovanni (direttore generale Aca) e Roberto Rongione, accusati di commercio di sostanze alimentari contraffatte e turbata libertà degli incanti.

    Con la decisione di De Ninis non ci sarà quindi il processo in Corte d'Assise a Chieti ma solo al tribunale di Pescara. Gli ex vertici Ato e Aca locali sono stati assolti o perché il reato non sussiste o perché quanto accusato non costituisce reato. Prima udienza del processo il 18 novembre prossimo.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 maggio 2011
     

    Gli ultimi commenti di questo articolo

      Ah beh, una bella cifra in confronto ai 600 milioni/11miliardo di euro preventivati circa un anno fa. I danni ambientali ahimè in Italia finiscono ahimè sempre per essere convenienti......
      Inviato da ngiulin83
      il 17 dicembre 2009 alle 08:08

      Volevo aggiungere di non accettare dialetti padani : per adesso nel fiume Pescara c'è ancora acqua e non petrolio!...
      Inviato da ti03no
      il 26 febbraio 2010 alle 14:25

      Accertare i responsabili, società e persone, e farsi risarcire.La Regione e le altre istituzioni devono pagare ,se responsabili, attraverso i loro funzionari eventualmente coinvolti nello scempio ma, le istituzioni abruzzesi ,devono essere risarcite del danno subito. Per controllare che tutt...
      Inviato da ti03no
      il 26 febbraio 2010 alle 14:20

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