Traffico sull’Asse attrezzato che collega Chieti e Pescara
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PESCARA. Dalla battaglia per annullare il pedaggio, alle richieste di esenzione dal pagamento per i residenti e l'introduzione di benefit non ben definiti. Si riassume così la parabola di un'intera classe politica di fronte alla decisione del governo di introdurre il ticket per percorrere la strada più trafficata della Val Pescara. Si parla dell'Asse attrezzato, naturalmente.
La strada a scorrimento veloce attraversata ogni giorno dai cittadini che vivono e lavorano nella più popolosa area urbanizzata d'Abruzzo.
La questione è stata dibattuta a Roma, nella sede dell'Anas. Qui si è presentata ieri la folta delegazione di politici e amministratori abruzzesi, rappresentanti di Camere di Commercio, Province e municipalità, al più alto livello, per sentirsi ripetere quel che è ben chiaro da tempo: che il pedaggio sarà introdotto, perché lo ha deciso il governo. L'unico dubbio residuo è quando scatterà. Il presidente dell'Anas
Pietro Ciucci è stato molto chiaro nel rispondere a chi, come il presidente della Provincia di Pescara,
Guerino Testa, ha reclamato che «l'Asse attrezzato non può essere equiparato al Gran raccordo anulare di Roma». Ma a quanto pare sì, può esserlo. L'Anas ricorda «che tutte le strade possono essere teoricamente assoggettate a pedaggio», lasciando intendere che, persino in caso di declassamento dell'Asse attrezzato, la situazione non sarebbe diversa. «L'Anas», dice Ciucci, «esegue quanto stabilisce la legge e non otterrà alcun vantaggio da questa operazione, perché le somme riscosse sar
anno trasferite direttamente al Bilancio dello Stato».
Oltre al numero uno dell'Anas, e a Testa, c'erano il presidente
della Provincia di Chieti,
Enrico Di
Giuseppantonio (Udc), il vicesindaco di Pescara,
Berardino Fiorilli (Pdl), il sindaco di Chieti,
Umberto Di Primo (Pdl) e di San Giovanni Teatino,
Verino Caldarelli (Lista civica Insieme), oltre al
segretario della Camera di Commercio di Chieti,
Pierluigi
Federici. Con loro, il consigliere comunale e regionale
Lorenzo Sospiri (Pdl) e l'avvocato
Giorgio
Fraccastoro. E proprio il legale, Fraccastoro, che ha
curato il ricorso vinto dalla Provincia di Pescara sul primo
tentativo di pedaggiamento, sottolinea come il Tar abbia fissato
due principi: chi usa paga; più usi, più paghi.
Principi, annota Ciucci, che saranno sicuramente tenuti in
considerazione dall'Anas. La somma dovuta da ogni automobilista
sarà quindi legata all'utilizzo della strada e risulterà
proporzionata al numero dei chilometri che si percorreranno, quindi
non ci sarà un pedaggiamento forfettario, com'è avvenuto per
l'autostrada. E non saranno istituiti caselli. L'identificazione
avverrà con sistema elettronico o satellitare, una sorta di Tutor.
L'esazione avverrà con carta prepagata o pagamento differito.
L'Anas ha già un aggiudicatario provvisorio. «E si va verso
l'affidamento definitivo», assicura Ciucci, «ma la data del primo
maggio potrebbe non essere rispettata». Il che spiega l'incertezza
sul quando il pedaggio verrà applicato. La delegazione abruzzese
annuncia che non si arrenderà. E solleciterà un incontro con il
ministro
Altero Matteoli (Pdl) per chiedere lo
stralcio dell'Asse dal pagamento. Semmai non fosse possibile,
chiederà l'applicazione di agevolazioni. Si profila così un piano
B: se pedaggio dovrà essere, che almeno il balzello non faccia
troppo male agli abruzzesi con «l'introduzione di esenzioni e
benefit per residenti e usi frequenti». (f.c.)
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10 marzo 2011