di (cr.re.)
PESCARA. Giovanni Legnini (Pd) è nella top dieci dei senatori più operosi a Palazzo Madama.
Franco Marini «Pd) al 289º posto, molto più in giù in classifica. Fra questi due poli estremi, gli altri senatori eletti in Abruzzo. Mentre è
Livia Turco (Pd), piemontese ma eletta nella regione la deputata più produttiva (29º posto). All'estremità opposta, in basso nella graduatoria dell'operosità, c'è un altro deputato non abruzzese ma eletto nella regione, il calabrese
Ferdinando Adornato (Udc).
La classifica (nella tabella a fianco i primi e gli ultimi in graduatoria e, in mezzo, gli eletti in Abruzzo), che aspira a fare una sorta di fotografia della produttività dei parlamentari italiani, è offerta da uno studio di Openpolis, una società che si occupa della trasparenza della politica italiana. Il criterio utilizzato per stilare queste graduatorie è quello che Openpolis definisce «indice di produttività».
Che cos'è? Openpolis lo spiega così. E' un indice che «introduce dei criteri di valutazione dell'efficacia del lavoro, suggeriti anche da molti degli stessi deputati e senatori che lamentavano come la grandissima parte degli atti presentati, serva solo a dare contentini a gruppi di pressione, clientele e elettorati di riferimento».
Qualche esempio? «Si presenta la tale interrogazione che nessuno prenderà mai in considerazione o il tale ddl che non giungerà mai neppure all'esame della commissione, solo per far vedere a qualcuno che si fa qualcosa. Con le uni
che conseguenze pratiche di intasare gli uffici di carta. In un
contesto simile, limitarsi a calcolare la quantità rischia di
tradursi nel valutare il nulla, o peggio il danno».
«Dunque», aggiunge Openpolis, «bisogna distinguere, per poter
riconoscere dove c'è lavoro, lavoro politico, importanza del
provvedimento e dove invece ce n'è poco o nulla. Ma non entriamo
mai nel merito di quanto un atto propone o dispone, non diciamo se
un disegno di legge o una mozione debbano essere giudicati bene o
male. Le distinzioni non riguardano la qualità di quanto prodotto
ma "solo" quale e quanto sia stato il contributo del singolo
Deputato e Senatore alla produzione di leggi, voti, discussioni,
emendamenti, interrogazioni, etc. del Parlamento in un determinato
periodo di tempo».
«Quando parliamo di produttività», spiega la società «non
intendiamo dire chi lavora e chi no in Parlamento. Ci concentriamo
solo ed esclusivamente su quella parte del lavoro parlamentare
volto alla proposta, discussione, elaborazione ed approvazione di
atti legislativi e non legislativi. Nell'indice di produttività
attualmente non calcoliamo il lavoro politico e istituzionale, che
può essere anche molto oneroso, collegato allo svolgimento degli
incarichi parlamentari come quello di presidente o vicepresidente
di assemblea (di commissione, giunta, comitato eccetera)».
La classifica per regioni (stilata tenendo conto della
produttività di senatori e deputati) vede l'Abruzzo al quinto
posto, preceduta dall'Emilia Romagna al primo posto, il Molise al
secondo, il Veneto al terzo, e la Sicilia al quarto.
Ci sono, poi, le graduatorie parziali. Per esempio, in quella dei
deputati che presentano più interrogazioni si segnala
Augusto Di Stanislao (Idv), al non posto con 182
«domande».
In quella dei presentatori di emendamenti ai progetti e disegni di
legge spicca un altro esponente dell'Idv abruzzese,
Alfonso
Mascitelli, che è ottavo fra i senatori con un tabellino
di 942 emendamenti dall'inizio della legistalatura nel 2008.
Franco Marini è, infine, all'ottavo posto nella
graduatoria dei senatori che non vanno a votare. In circa due anni
di lavoro ha collezionato un 49,34% di assenze.
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1 marzo 2011