MONTESILVANO. Dal 20 ottobre scorso, tredici giorni dopo l'interrogatorio in tribunale a Pescara, il sindaco
Pasquale Cordoma si chiama fuori dall'affare Ecoemme e affida lo scettro del potere a
Claudio Di Emanuele, diventato assessore dopo le dimissioni dell'ex vicesindaco
Ernesto De Vincentiis. Lo fa con una nota: «Nella prospettiva di chiarire la mia posizione in tempi rapidi», scrive Cordoma, «non intendo offrire a chiunque la possibilità di strumentalizzare il mio ruolo nei rapporti con i Di Zio». Ma secondo la squadra mobile, l'incarico affidato da Cordoma a Di Emanuele è «strumentale, quasi a prendersi gioco delle istituzioni». Nell'informativa, la squadra mobile riporta un'intercettazione telefonica tra Cordoma e Di Emanuele (non indagato) definita «sconcertante».
Di Emanuele: «Io non me la scorderò più la tua faccia di ieri là».
Cordoma: «Sì».
Di Emanuele: «Stai parlando con un uomo con le palle».
Cordoma: «Va bene».
Di Emanuele: «A Lillo, tu qualsiasi cosa ti serve, di giorno e di notte, mi devi dire quello che si deve fare e io lo faccio, non ti devi preoccupare di niente».
Cordoma: «Ti abbraccio forte, grazie».
Di Emanuele: «E tieni conto che io lo sto dicendo in tutti i settori... e tu sai a chi riferisco».
Cordoma: «Sì, sì».
Di Emanuele: «Io sono matto, quand
o mi parte la brocca sono matto assai».
Cordoma: «Ti ringrazio». Al termine della trascrizione, la squadra mobile annota: «Il silenzio di Cordoma (il sindaco della legalità) dinanzi a tali sconsiderate affermazioni (addirittura ringrazia l'assessore), sottintende una sostanziale condivisione dei propositi. Inoltre, il particolare legame che lega i due personaggi lascia presagire che nulla è destinato a cambiare in Ecoemme atteso che qualsiasi decisione potrà essere influenzata dal sindaco stesso che, al contempo, troverà certamente il modo (o i dovuti escamotage) per interagire con i Di Zio». (p.l.)
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26 febbraio 2011
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