All'Italian American Museum sarà presentato il restauro della statua rovinata dal sisma
di Walter Teti
La Madonna in Trono di Pietranico
PIETRANICO. Il 6 aprile, a due anni esatti dal terremoto dell'Aquila, l'Italian American Museum di New York ospiterà, col supporto del vice commissario ai Beni artistici Luciano Marchetti, la presentazione del restauro della statua della Madonna in Trono di Pietranico.
Gli italiani in America e gli statunitensi appassionati d'arte ascolteranno quanto raccontato nella conferenza tenuta all'Aquila tre giorni fa - nell'Auditorium Carispaq di Strinella 88, nell'ambito del secondo ciclo di «Vive l'Arte all'Aquila» - da
Lucia Arbace, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici dell'Abruzzo, e dalla restauratrice
Elisabetta Sonnino sul complesso restauro eseguito sulla scultura in terracotta policroma, giudicato dagli esperti «uno fra i più importanti restauri di opere mobili del dopo-sisma».
L'opera, che era conservata nel Museo nazionale d'Abruzzo dell'Aquila e che dopo il terremoto fu trasferita al museo delle Paludi di Celano, sarà poi oggetto di studio al Salone del Restauro di Ferrara, il prossimo 31 marzo. «Il recupero di quest'opera», spiega l'ex presidente della Pro-loco
Paolo Di Berardino, l'unico pietranichese presente al convegno de L'Aquila, «è stata realizzata proprio dal Museo newyorchese, che ha messo a disposizione ben 100 mila euro, con il supporto del ministero dei Beni culturali».
La Madonna un tempo aveva il Bambinello tra le braccia. Nel 1932, quando uscì dalla chiesa pietranichese di San Michele e Santa Giusta per un restauro, and
ò a finire prima nell'abbazia di San Clemente a Casauria e poi al museo aquilano. Fu proprio Di Berardino, circa 10 anni fa, a riconoscerla, nonostante fosse marcata come proveniente da Civitaretenga. Di Berardino da anni si batte perché l'opera torni a Pietranico, tanto che prima del terremoto era riuscito a ottenere l'assenso del ministero al rientro. «Ora le circostanze impongono», sostiene, «che la riconsegna avvenga non appena la statua sarà rientrata dagli Usa».
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25 febbraio 2011
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