PESCARA. «Questa città deve salvaguardare gli edifici storici di pregio, ma anche recuperare elementi appartenenti alla sua storia e alla sua memoria».
Licio Di Biase, storico, nonché presidente del consiglio comunale, si schiera dalla parte dei pescaresi che vogliono salvare la storia della città e i suoi edifici simbolo, che rischiano di essere demoliti per far posto a nuovi palazzi. Il consigliere
Maurizio Acerbo ha già avviato una battaglia per bloccare l'abbattimento di pezzi di storia, come l'ex centrale del latte. Ora, fa sentire la sua voce Di Biase.
«STOP ALLE DEMOLIZIONI» «Negli ultimi tempi alcune vicende relative all'abbattimento di edifici storici hanno riaperto l'attenzione e il dibattito sulla città da salvaguardare», ha detto il presidente, «è fuori di dubbio che il recupero dell'Aurum, del Circolo Aternino e l'acquisizione del teatro Michetti rientrano nel solco dell'attenzione». Ma, a suo dire, occorre fare di più. «A questo proposito», ha continuato, «è stato un atto significativo l'ordine del giorno approvato il 28 luglio scorso dal consiglio, con cui si invitava l'esecutivo ad avviare la redazione di una variante al Prg per la salvaguardia del patrimonio edilizio di valore architettonico, storico e testimoniale della città. Voglio aggiungere, però, che sono in itinere la salvaguardia e il recupero di importanti testimonianze della nostra città, a cui va impressa una svo
lta».
EDIFICI DA TUTELARE Di Biase ha ricordato, in
proposito. «Sottolineo l'apertura del Parco
archeologico-paesaggistico di Colle del Telegrafo, i cui lavori
sono terminati da tempo», ha fatto presente, «il recupero del
mosaico romano risalente al III secolo dopo Cristo rinvenuto, 8-9
anni fa nella golena sud e ancora sotto uno strato di 3-4 metri di
sabbia. L'acquisizione e il recupero della Torretta dannunziana.
L'acquisizione e il restauro della Chiesa di Sant'Anna, in viale
Bovio, risalente alla metà del 1.800. Il restauro e la riapertura
del teatro Michetti. L'apertura del Circolo Aternino».
SERVE UN
PROGRAMMA «Questi sono interventi da programmare e realizzare
quest'anno», ha sottolineato, «bisogna porre attenzione anche al
paesaggio storico-architettonico urbano in cui si collocano gli
edifici rappresentativi di un periodo significativo della nostra
cultura. Mi riferisco al borgo che circonda la chiesa della Madonna
dei Sette Dolori, alla tipologia di edifici della Pineta, alle
abitazioni che circondano la Chiesa di San Silvestro».
BATTAGLIA
DI ACERBO Intanto, proseguono le iniziative di Acerbo.
«Rifondazione preannuncia un'opposizione durissima», ha avvertito,
«vogliamo segnalare che l'amministrazione sta procedendo
all'approvazione di due Piani di recupero urbano del patrimonio
edilizio relativi a Borgo Marino nord che andrebbero fortemente
rimeditati. I progetti suscitano perplessità perché, invece di
valorizzare le tipologie storiche di quell'insediamento, ne
prevedono la totale demolizione e la sostituzione con condomini».
Pronta la replica dell'assessore all'urbanistica
Marcello
Antonelli. «Nella foga di fare opposizione contro qualunque
proposta, Acerbo ha finito con l'opporsi a se stesso», ha
affermato, «il Piano di recupero che verrà attuato nel rione Borgo
Marino nord, è previsto nella Variante delle invarianti redatta e
approvata dallo stesso centrosinistra quando era al governo della
città, con lo stesso consigliere Acerbo, che mai prima si era
opposto a tale intervento».
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24 febbraio 2011
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