di Antonio De Frenza
PESCARA. L'Abruzzo non può perdere il centro direzionale di Enel Green Power a Chieti Scalo. Lo dice la Cisl regionale che chiede al presidente della Regione
Gianni Chiodi e all'assessore all'Energia
Mauro Di Dalmazio di intervenire sul presidente del cda
Luigi Ferraris per evitare che la società leader nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sposti a Roma l'ufficio direzionale, secondo il nuovo assetto che la Egp sta studiando e che varrà varato tra un paio di settimane.
La riorganizzazione di Egp tiene conto della capacità produttiva e delle potenzialità strategiche di ogni regione. In Italia è prevista la costituzione di sei direzioni territoriali definite O&M territoriale, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Toscana-Marche, Lazio-Abruzzo, Sud-isole. L'Abruzzo potrebbe perdere dunque la sede di Chieti Scalo (attuale Nucleo) che verrebbe sostituita con una sede definita "Operation" con prerogative solamente operative.
«Premesso che l'azienda si ristruttura come vuole», spiega il segretario generale di Flaei-Cisl
Luciano Lanci «se decide di mettere le direzioni vicino alle centrali e fa sei direzioni, perché non ne mette una in Abruzzo dove produce un sesto di tutta l'energia idroelettrica italiana?». Secondo Lanci la questione posta dalla Cisl è strategica, perché riguarda il campo delle rinnovabili che è in forte crescita: «Ora è la Regione che deve fare la sua parte», dice il segretario della Flaei, «perché le concessioni le dà Chiodi
sulla base del titolo V della Costituzione. Ed è evidente che se
l'interlocutore è a Roma la sensibilità è diversa rispetto a un
interlocutore che sta in Abruzzo. Io insisto: se tu azienda sfrutti
le nostre acque utili per la produzione di energia elettrica e fai
qui un sesto della produzione nazionale non puoi spostare la
direzione, è un fattore di equità».
Non ci sono invece preoccupazioni per i posti di lavoro. «Non
prevediamo licenziamenti né cassa integrazione», assicura il
sindacalista, «perché questa realtà è in pieno sviluppo e la
società è in attivo, una situazione in controtendenza rispetto al
resto dell'economia».
Infatti nell'esercizio 2010, approvato pochi giorni fa dal cda, i
ricavi totali di Egp ammontano a 2,3 miliardi di euro, in aumento
del 21,1% rispetto agli 1,9 miliardi di euro del 2009, grazie alla
crescita dei ricavi delle attività internazionali. L'Ebitda
(margine operativo lordo) è pari a oltre 1,3 miliardi di euro, in
aumento del 7,7% rispetto a 1,2 miliardi di euro del 2009 anche in
questo caso per effetto della crescita delle attività
internazionali. Anche il personale è in aumento. A fine 2010 Epg
impiegava 2.955 unità contro le 2.685 unità della fine del 2009. In
Abruzzo i dipendenti sono una settantina.
Commentando i dati del 2010, l'amministratore delegato e direttore
generale
Francesco Starace ha ribadito la
strategia del gruppo «unica nel panorama delle rinnovabili
mondiali, focalizzata sullo sviluppo equilibrato e sostenibile, nei
Paesi in cui operiamo, dell'intera gamma delle tecnologie
disponibili». Per l'Abruzzo, dice ancora la Cisl «il problema
occupazionale forse si porrà in caso di turn over se verranno
chiusi alcuni centri e non si investirà. Ma un problema più serio»,
aggiunge Lanci, «potrebbe riguardare l'indotto che si occupa delle
manutenzioni».
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16 febbraio 2011