di Ylenia Gifuni
PESCARA. La salvaguardia della facciata in mattoncini rossi dell'ex centrale del latte in via del Circuito finisce sul tavolo del sindaco
Luigi Albore Mascia. Scadono tra due settimane i termini per l'apposizione del vincolo al vecchio edificio provinciale, simbolo dell'architettura fascista degli anni Trenta, che in parte è già stato demolito dalle ruspe nel luglio scorso. I consiglieri comunali di centrosinistra
Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista) e
Fausto Di Nisio (Italia dei Valori) hanno presentato un'interrogazione al primo cittadino per chiedere di conoscere «quali iniziative intenda intraprendere per sollecitare la salvaguardia». L'ex centrale del latte in via del Circuito è stata costruita nel 1932 su progetto dell'architetto del ministero degli Esteri
Florestano Di Fausto. Il 14 giugno scorso, il Comune ha dato l'ok a una "restaurazione innovativa", mirata a trasformare l'opificio in stato di abbandono in un palazzo per uffici. La protesta delle associazioni ambientaliste - Wwf, Italia Nostra e comitato abruzzese del paesaggio - e l'intervento in extremis della Sovrintendenza per i beni architettonici e del paesaggio sono riusciti a salvare dall'abbattimento una porzione della tipica facciata in mattoncini rossi e il vano scala. A distanza di diversi mesi dalla demolizione dell'ex centrale del latte, oggi al centro di un'indagine della magistratura, i consiglieri Acerbo e Di Nisio riferiscono che la Sovrintendenza dovrebbe aver concluso l'istruttoria, prevista dal codice dei beni cultu
rali, per salvare dalle ruspe la facciata dell'edificio. Alla conclusione dell'iter mancherebbe solo la firma del nuovo direttore generale
Fabrizio Magani. «Il nostro», sottolineano i consiglieri di minoranza, «è un allarme rivolto all'opinione pubblica e alle istituzioni affinché si eserciti la massima vigilanza sulla vicenda. Lo facciamo con la consapevolezza che nel passato anche recente Pescara ha perso molti luoghi della memoria ed edifici di pregio a causa del prevalere dell'interesse a breve termine dei costruttori. Nonostante il corale pronunciamento del consiglio comunale dell'estate scorsa», insistono Acerbo e Di Nisio, «purtroppo ci è toccato registrare a settembre l'improvvida interrogazione al ministro Bondi del senatore
Andrea Pastore dal contenuto evidentemente intimidatorio nei confronti della Soprintendenza. E' bene che la città si faccia sentire».
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12 febbraio 2011
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