di Pietro Lambertini
MONTESILVANO. «C'è da indignarsi per ciò che accade a Montesilvano. L'amministrazione Cordoma avrebbe dovuto essere la rinascita della città mentre è un fallimento». Daniele Toto di Futuro e libertà (Fli) va a testa bassa contro Cordoma. Da ieri il partito fondato dal presidente della Camera dei deputati
Gianfranco Fini fa parte dello scacchiere politico di Montesilvano: il primo ad abbracciare il Fli è il consigliere
Oscaro Biferi, ex dissidente dell'Udc passato al gruppo misto e oggi presidente delle commissioni Bilancio e Urbanistica. Biferi entra nel Fli e lancia accuse al sindaco
Pasquale Cordoma: «Cordoma è protagonista sì, ma soltanto per la cronaca giudiziaria. Non è questa la Montesilvano che voglio: i concorsi truccati nel 2007 con le risposte consegnate agli amici dei politici non sono il simbolo di una città in salute. A Montesilvano», dice Biferi, «non deve esserci spazio per la corruzione». È questo un altro attacco al sindaco, indagato per corruzione insieme al capo pescarese del Pdl
Lorenzo Sospiri nell'inchiesta sui rifiuti. Biferi, insieme al coordinatore regionale di Fli
Daniele Toto, al dirigente nazionale
Maurizio Teodoro e al coordinatore provinciale
Mirko Velluto, parla una platea che dal centrodestra spazia al centrosinistra: ci sono i consiglieri
Paolo Cilli,
Adriano Tocco e
Stefania Di Nicola, ex ribelli del Pdl che in contrasto con Cordoma ha
nno fondato il gruppo Montesilvano per la libertà, toccata e fuga
per il vicesindaco che si è dimesso
Ernesto De Vincentiis,
il consigliere
Giancarlo Cipolletti del partito di
Carlo
Masci Montesilvano futura, l'ex presidente del consiglio
comunale
Massimiliano Pavone del Pd, l'ex consigliere del Pd
Gregorio Fria, l'ex consigliere Udc
Sergio
Agostinone. In prima fila anche l'architetto
Aurelio
Colangelo, marito dell'ex candidata sindaco
Jacqueline
Kennedy Pettine, che da sostenitore di Cordoma è diventato
avversario. «Il gruppo del Fli crescerà in un mese», annuncia
Biferi. Un altro che attacca Cordoma è Teodoro, ex Margherita ed
ex Pdl passato con Fini: «Spero che si cambi registro.
L'amministrazione Cordoma non ha fatto niente per la città, il
sindaco ne tragga le conclusioni, capisca che il tempo è compiuto e
faccia un passo indietro perché ha fallito i suoi obiettivi». Fli
chiede le dimissioni di Cordoma? È Colangelo a fare la domanda a
Teodoro: «Oltre al registro, va cambiato anche il regista?»,
chiede. E Teodoro risponde: «È troppo presto per cambiare regista».
Poi Teodoro precisa: «Dimissioni? Sì». Come cambia la politica: il
29 ottobre 2006, prima dell'arresto dell'ex sindaco
Enzo
Cantagallo, Fini è arrivato in città per schierarsi con Cordoma
intorno ai banchetti della legalità e chiedere al centrosinistra
sconvolto da un'inchiesta di tornarsene a casa. Oggi è il partito
di Fini che va contro Cordoma: «Chi ha responsabilità
ammininistrative», dice Toto, «a prescindere dalla presunzione
d'innocenza fino al terzo grado di giudizio, non può avere problemi
con la giustizia: è una questione morale». Toto bolla «un
fallimento» l'amministrazione Cordoma, spiega che «Montesilvano
merita una rinascita che non c'è stata» e dice: «Il giudizio su
Cordoma? Spetta ai cittadini».
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1 febbraio 2011
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