MONTESILVANO. Sei invasioni in quattro anni nonostante i ripetuti divieti di entrare allo stadio, dai campi della serie C alla semifinale del mondiale fino al Santiago Bernabeu di Madrid, e un'incursione in televisione da Piero Chiambretti. Il tribunale di Firenze ha deciso che l'obbligo di firma non basta più a fermare Mario Ferri: per l'invasore seriale, detto il Falco, sono scattati gli arresti domiciliari. Il tribunale di Firenze ha disposto gli arresti domiciliari per
Mario Ferri, 23 anni da Montesilvano, l'invasore che con la maglia di Superman ha violato la sacralità dei campi, prima per difendere il diritto di
Antonio Cassano a giocare in Nazionale e dopo per solidarietà a Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione. Sono stati i carabinieri di Montesilvano e gli agenti della digos di Pescara a eseguire il provvedimento. Agli amici il Falco aveva svelato già che l'ultima impresa sarebbe stata, domani, ad Abu Dhabi durante la finale del mundialito per club tra l'Inter e il Mazembe. Invece, Ferri, professione agente di commercio, sarà costretto a restare in casa e guardare la partita in televisione: «Il provvedimento», recita una nota diffusa dai carabinieri, «è stato eseguito mercoledì mattina a Montesilvano». L'arresto ai domiciliari è scattato per l'«inosservanza dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria»: l'invasore globale, dall'Adriatico di Pescara a Marassi di Genova fino alla cattedrale del calcio del
Santiago Bernabeu di Madrid, è sottoposto all'obbligo di firma e
deve presentarsi nella caserma dei carabinieri di Montesilvano
«tutti i giorni e in concomitanza delle partite del Pescara nonché
della Nazionale», precisa il comunicato. «Ma in più di una
occasione», afferma il comandante
Enzo Marinelli, «ha
violato questo obbligo per mettere a segno le sue imprese negli
stadi e ha raggiunto perfino uno studio televisivo per partecipare
alla trasmissione Chiambretti night». Il palcoscenico di Canale 5
con lo sfondo di luci decorato dalla scritta «Falco», come si fa
con le star, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i
carabinieri di Montesilvano hanno effettuato «segnalazioni» alle
procure di Pescara, Genova e Firenze per denunciare le «violazioni»
del Falco. Da Firenze è arrivata la risposta: «La condotta del
tifoso», spiega Marinelli, «ha indotto il gip del tribunale di
Firenze a inasprire la misura cautelare, precedentemente emessa,
dell'obbligo della firma e ha disposto gli arresti domiciliari».
«Credono di avermi fregato ma non è così»: ieri, sulla pagina
Facebook Mario Ferri Falco bis è comparso questo messaggio. «Il
trattamento da delinquente che mi sta riservando lo Stato mi fa
vomitare. Ma non avete ancora capito con chi avete a che fare. Il
Falco mai in gabbia», è stato scritto da non si sa chi. Il Falco,
già pronto per partire per Abu Dhabi e mettere a segno un'altra
impresa davanti alle telecamere del mondo, dovrà rinunciare a meno
che decida di scappare di casa dichiarando così la sua guerra
personale a investigatori e magistratura. Ma per gli amici, da uno
che dice «la vita è troppo breve per avere rimpianti, quindi, se
devi fare una cosa, falla e basta» - frase tratta da una puntata de
«I Cesaroni» - «ci si può aspettare di tutto». La carriera da
invasore del Falco è cominciata il 16 settembre del 2007 in un
Pescara-Sambenedettese del campionato di serie C1 finito 4-1. Dopo
due anni di oblio, il ritorno in campo travestendosi da finto
disabile e sbucando dalla porta di Buffon durante l'amichevole
Italia-Olanda all'Adriatico di Pescara. Da questo 14 novembre 2009,
il Falco ha invaso Marassi a Genova durante l'ultima giornata di
campionato tra Sampdoria e Napoli, lo stadio di Durban nella
semifinale del mondiale Germania-Spagna, il Franchi di Firenze
nella sfida per le qualificazione all'europeo Italia-Isole Far Oer.
A Genova, Durban e Firenze, il Falco è finito anche in carcere:
nella casa circondariale di Sollicciano, Firenze, è riuscito a
fotografarsi emulando
Fabrizio Corona. Chi gli ha scattato
la foto pubblicata in alto resta un mistero. L'ultima impresa il 19
ottobre 2010 durante Real Madrid-Milan camuffandosi da ultrà
spagnolo: nessun arresto in Spagna ma soltanto un Daspo di un anno.
In Italia, invece, Ferri non può entrare in uno stadio almeno fino
al 2020.
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17 dicembre 2010