PESCARA. Muri sfondati, prese della corrente coperte con il nastro isolante, computer con un sistema operativo — Windows 1995 — di archeologia tecnologica. Di fronte alle scuole distrutte, non si protesta più per l’ideologia: al liceo scientifico Da Vinci di Pescara e all’Itis Alessandrini di Montesilvano, l’occupazione è scattata per il degrado degli istituti. La riforma del ministro Gelmini non c’entra: al Da Vinci i lavori finanziati dalla Provincia di Pescara con 800 mila euro vanno avanti a passo di lumaca e l’aula magna è chiusa da quando è caduta la controsoffittatura; all’Alessandrini, invece, i soldi per la manutenzione della scuola non sono mai arrivati. Così lungo i balconi dell’edificio di via Verrotti a Montesilvano è spuntato uno striscione: «Itis rioccupato. Sempre senza fondi». I soldi che non ci sono: è questa la scusa che gli alunni non vogliono più sentirsi dire. Secondo gli studenti, l’unico modo per farsi ascoltare è protestare.
VIDEO DENUNCIA ALL’ALESSANDRINI Un video girato nella scuola di Montesilvano e pubblicato sul sito Internet www.ilcentro. it dimostra il degrado dell’istituto: muri imbrattati, pareti sfondate, prese della corrente a rischio. Le pareti sono così distrutte che tenere il conto dei buchi nel cartongesso è impossibile. L’Alessandrini è una seconda casa per 250 alunni spalmati in undici classi: «I muri sono fatiscenti. Non è una novità. Quando sono arrivata cinque anni fa», racconta una studentessa, «ho trovato le pareti spaccate e oggi sono ancora così. In classe abbiamo fatto una collett
a con cinque euro a testa e abbiamo aggiustato la serratura della
porta. Siamo pronti anche a ridipingerci le pareti ». Rotte anche
le serrature dei bagni e il sole che entra dalle finestre si
scherma con i cartoni. L’occupazione, cominciata giovedì con il
ritiro dei registri dalle aule, è finita ieri. Ma la protesta degli
alunni non si ferma:
«Il preside Gianni Pagannone non è venuto ad ascoltare i nostri
problemi», dice il rappresentante d’istituto Davide Isit- ti, «la
Provincia di Pescara deve aggiustare la scuola. Vogliamo studiare
in una scuola dignitosa ». Invece, su Scuola zoo, il diario degli
studenti stampato su scala nazionale, si parla dell’Alessandri come
«Trogloditis » a causa dei muri che cadono a pezzi. Gli alunni
protestano anche per i computer: «I pc per gli alunni del primo e
del secondo anno», dice uno studente, «hanno il sistema operativo
Windows ’95. Dovremmo studiare da tecnici ma non abbiamo la
tecnologia adatta».
LAVORI LENTI AL DA VINCI LA PROTESTA CONTINUA Al liceo
scientifico Da Vinci la protesta non si ferma. Ieri, per gli
studenti del liceo pescarese è stata la seconda giornata di
manifestazioni contro le carenze strutturali dell’istituto di via
Colle marino. Una partecipazione quasi totale quella all’a
utogestione studentesca. Chi vuole, però, è libero di continuare a
seguire le lezioni. I liceali protestano per le aule che cadono a
pezzi, per i buchi nei muri e sulle porte. E non soltanto per
questo: protestano per i lavori di ristrutturazione iniziati in
estate e che non sono ancora finiti. Lavori a passo di lumaca per
la manutenzione straordinaria dell’edificio avviati dalla Provincia
con un appalto da 800 mila euro. Il rallentamento è dovuto, hanno
affermato il presidente Guerino Testa e l’assessore alla Pubblica
istruzione Fa- brizio Rapposelli, a un ritardo dell’impresa che ha
vinto l’appalto.
«Non abbiamo uno spazio per fare assemblea, l’aula magna non è
agibile da mesi », commenta Michele Pie- rangeli, uno dei
rappresentanti d’istituto, «alcune classi le hanno messe nei
laboratori di scienze che, dunque, non possono essere utilizzati
per le lezioni pratiche». «La nostra scuola non ha parcheggi
adeguati, molti di noi sono costretti a sostare selvaggiamente
sulla strada », aggiunge Davide D’Ago- stino. Il traffico che si
blocca: è l’incubo dei residenti dei Colli, sei giorni alla
settimana, due volte al giorno (alle 8 e alle 13). Gli studenti
assicurano che la protesta continuerà anche oggi e nei prossimi
giorni. Non resteranno a dormire nella scuola però intendono
portare avanti «una protesta decisa ma pacifica nei confronti delle
istituzioni e della dirigenza scolastica». Il preside Giuliano Boc-
chia non condivide i modi della protesta e ha consigliato agli
studenti di tenere i toni bassi.
GELMINI BOCCIATA D’ANNUNZIO OCCUPATO Anche il liceo
classico D’Annunzio di Pescara è in fermento. Questa volta, però,
lo stato della struttura non c’entra e le motivazioni sono
ideologiche. Torna sul banco degli imputati la riforma Gelmini: i
ragazzi prendono le distanze da una riforma scolastica che non
gradiscono e temono per il proprio futuro culturale a causa dei
tagli previsti. La giornata degli studenti del classico, ieri, è
passata a organizzarsi: una mattinata in assemblea per raccogliere
pareri, adesioni e decidere, democraticamente, cosa fare.
«Ci siamo ritrovati tutti in palestra e in cortile», spiega
Vittorio Prosperi, rappresentante d’istituto con Fi- lippo Biffone,
Giulia Cac- ciagrano e Lavinia Ceccari- ni, «abbiamo cercato di
tastare il terreno sulla volontà dei nostri compagni». La decisione
è arrivata alle 17, quando per alzata di mano gli studenti hanno
deciso che occuperanno la scuola. La protesta scatta,
ufficialmente, dalle 7,30 di questa mattina. «Spesso la nostra
adesione sporadica alle manifestazioni studentesche viene scambiata
per astensionismo», scrivono in un messaggio Sa- ra Roma, Anna
Colacito, Francesca Dell’Orso, Giu- lia Fidanza e Pietro Di Marco,
«noi non siamo figure evanescenti, siamo ragazzi che non vogliono
vedersi privare quello che per diritto dovrebbe essere garantito ».
L’assemblea di ieri è stata molto partecipata da parte dei liceali
di via Venezia: hanno aperto i cancelli dell’ingresso secondario,
quello della palestra, e su quello principale hanno messo un
cartello — «Il classico occupa, ingresso su via Firenze». In
mattinata gli agenti della polizia hanno fatto un sopralluogo nella
scuola, ma nell’intera giornata, a detta degli studenti, non si
sono verificati incidenti.
(ha collaborato Paola M.S. Toro)
11 dicembre 2010
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