PESCARA. Ultras dell'Inter in trasferta a Pescara per coordinare i tifosi biancazzurri durante gli scontri con i giallorossi. Svolta nella indagini sugli scontri dell'8 agosto scorso nel capoluogo adriatico prima e dopo l'amichevole Pescara-Roma. All'alba gli agenti della Digos di Pescara, Roma e Milano hanno arrestato diciannove ultras: undici della Roma, sette del Pescara e uno dell'Inter. L'accusa è violenza e resistenza a pubblico ufficiale in concorso, aggravata dalla circostanza che i fatti sono stati commessi da più di 5 persone armate e travisate. Tutti sono ai domiciliari eccetto il tifoso dell'Inter, un ultras dei Viking di 41 anni originario del pescarese. Si trova a San Vittore con l'accusa di istigazione a delinquere. Secondo gli investigatori avrebbe coordinato le azioni violente degli ultras abruzzesi.
VIDEO Scontri all'esterno dell'Adriatico, il video diffuso dalla polizia
A disporre gli arresti è stato il gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, su richiesta del pm Silvia Santoro, mentre ad esegurli sono stati questa mattina le questure di Pescara, Roma e Milano.
Gli arresti sono arrivati grazie all'esame delle immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza dello stadio e i filmati realizzati dalla Scientifica. Il primo contatto - ricordano gli investigatori - avv
enne prima dell'inizio della gara, intorno alle 20 del 18 agosto,
quando un gruppo di tifosi della Roma, non seguendo le indicazioni
della questura di Pescara sui parcheggi di scambio e sulle modalità
di arrivo allo stadio, lasciò in sosta i veicoli in una delle aree
frequentate dalla tifoseria locale, per poi dirigersi verso alcuni
gruppi di supporter pescaresi armati di bastoni, cinghie e
bottiglie. L'intervento delle forze dell'ordine evitò che il
contatto potesse degenerare. Un secondo momento critico si verificò
intorno alle 23, dopo la fine dell'incontro, facendo registrare tre
feriti tra le tifoserie (tra cui due supporter del Pescara e uno
della Roma) e cinque tra le forze dell'ordine, compreso il
dirigente della squadra volante
di Pescara, Alessandro Di Blasio, raggiunto da una bottiglia sulla
fronte.
Il questore di Pescara, Paolo Passamonti, ha ricordato in
conferenza stampa che l'8 agosto fu una "serata terribile a causa
degli incidenti che si sono verificati lontano dallo stadio, prima
e dopo l'amichevole Pescara-Roma, e probabilmente sarebbe stato
opportuno non giocare quella partita". Passamonti ha ricordato che
subito dopo l'incontro di calcio sono stati emessi 22 provvedimenti
di Daspo e oggi, anche se a distanza di mesi, e' stato chiuso il
cerchio. Il messaggio che ha voluto lanciare il questore e' questo:
"Allo stadio si deve andare per vedere
la partita e non puo' essere un punto di ritrovo per manifestazioni
di violenza". In quel caso i tifosi si sono organizzati al meglio,
perche' sono arrivati da Roma a Pescara con i caschi e i
sanpietrini e sono arrivati sparpagliati, "per metterci alla prova"
- ha commentato il questore. Per quanto riguarda la risposta della
polizia "ha funzionato tutto molto bene".
"Confermata", sottolinea la questura di Roma, "la linea della
tolleranza zero nei confronti di chiunque si renda autore di
illeciti in occasione delle manifestazioni sportive. L'attenzione e
la determinazione delle forze dell'ordine a contrastare gli
illeciti anche in ambito calcistico rappresentano una priorità per
garantire le migliori condizioni di vivibilità degli impianti e
proseguire nella politica della disponibilità nei confronti dei
veri tifosi che vivono gli stadi come momenti di spettacolo e di
divertimento all'insegna della correttezza".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
6 dicembre 2010
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Inviato da maxsettanta
il 10 agosto 2010 alle 17:57