Paolucci: non basta la Grande Pescara ci vuole una mega area

Il segretario regionale del Pd: per lo sviluppo è necessario il coordinamento di dieci comuni

      PESCARA. «Più che di Grande Pescara, io vedo la necessità del coordinamento di un'area più vasta che alcuni studi hanno già individuato e che è composta da almeno nove comuni - Pescara, Chieti, Città Sant'Angelo, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino, Manoppello, Francavilla e Ortona - a cui va aggiunto quello di Silvi».

    Non convince Silvio Paolucci la proposta fatta da Carlo Costantini, capogruppo dell'Italia dei valori in consiglio regionale, di una Grande Pescara, composta dai comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Il segretario regionale del Partito democratico punta a un obiettivo più ambizioso, quello di una grande area metropolitana che sia centro di snodo fra il Tirreno e l'Adriatico e testa di ponte verso il cosiddetto Corridoio 5 dell'area balcanica e centroeuropea, per il quale Bruxelles ha messo sul piatto 100 miliardi di euro. Ma non è solo una questione di soldi come spiega Paolucci in questa intervista al Centro.

    Cos'è questa mega area metropolitiana di dieci comuni?
    «Mi riferisco al tavolo di coordinamento tecnico e istituzionale voluto dal centrosinistra abruzzese quando amministrava tutte le Province e la Regione, e che aveva come obiettivo la governance del Pumav, il Piano urbano di mobilità di area vasta. In questa prospettiva si inserivano i piani strategici particolari dei comuni di Pescara e Chieti che erano già stati approvati».

    Che cos'è questo coordinamento?
    «L'idea nasce dalla constatazi
    one che la zona in questione rappresenta il sette per cento del territorio regionale sui cui gravita il 30 per cento della popolazione abruzzese e che è interessata dal 40 per cento della mobilità fra comuni diversi. Queste cifre indicano da sole che i territori dei comuni di quest'area sono fortemente integrati e complementari fra di loro. Quest'area è anche omogenea dal punto di vista della dislocazione a rete di servizi e degli insediamenti commerciali. Sempre in quest'area ci sono l'interporto di Manoppello, il porto industriale di Ortona, lo snodo ferroviario e aeroportuale di Pescara e quello autostradale in direzione nord-sud ed est-ovest. E sempre su quest'area insistono le competenze della Regione, di due Province, di due camere di commercio, di un consorzio industriale, di due autorità portuali e di un'importante università».

    Pescara dovrebbe svolgere la funzione di guida di questa mega area?
    «Sì, Pescara. Non può che essere così, sulla direttrice Pescara-Chieti. Però occorre attrezzare quest'area con strumenti legislativi, generali e di settore, che affrontino il tema della sua governance».

    Cioè?
    «In pratica candidare quest'area a far parte - come per esempio ha previsto di nuovo il ministero - del novero delle 23 aree che in tutto il Paese sono considerate strategiche per lo sviluppo della competitività nazionale».

    Ritiene che un progetto di questo tipo possa essere ostacolato dall'Abruzzo interno?
    «No. Non credo però che la vocazione di un'area debba svilupparsi alle spese di altri territori».

    L'Abruzzo della costa ha ricevuto, negli ultimi trent'anni, tutta l'attenzione che meritava?
    «Molto spesso le forze economiche e sociali hanno fatto da sole. Ma ci sono state anche scelte particolari. Per esempio, non c'è dubbio che, sui servizi sanitari, l'offerta in questa zona sia stata superiore alla domanda. Insomma, sebbene in modo disordinato, quest'area ha ricevuto l'attenzione che meritava».

    Che cosa è mancato?
    «La governance, una programmazione unitaria. Questo è il problema da risolvere. A questo scopo è insufficiente la semplice fusione di tre comuni in uno, che propone Costantini. E' necessario che la funzione legislativa regionale risolva questo nodo sottolineando la vocazione dell'area che non può che essere adriatica».

    Lei ha 33 anni: pensa di poter vedere nascere questa mega area nell'arco della sua vita?
    «Io penso di sì. Da subito, il Pd farà una proposta di legge regionale in questo senso. Voglio anche riorganizzare il partito mettendo un responsabile unico dell'area urbana Pescara-Chieti. Intanto ci attrezziamo noi. Poi vediamo se gli altri ci seguono. A gennaio ho intenzione di organizzare una grande iniziativa pubblica per rilanciare un percorso legislativo che candidi questo territorio al ruolo più adatto per aggganciare il futuro nell'ambito dell'Europa».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    6 dicembre 2010
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte
    PROMOZIONI
     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro