"Casa per fuori di testa"

Davide Clivio in visita al quotidiano «il Centro»

    di Paolo Di Vincenzo «Se tornassi nella Casa? Forse per una settimana, solo per far vedere che non sono quello che hanno cercato di far passare. Ma stare lì dentro per mesi è una cosa da pazzi, anche per chi si è preparato studiandosi tutte le edizioni precedenti». Davide Clivio, 24 anni compiuti il 29 novembre, non è affatto il ragazzo «addormentato» che il Grande Fratello 11 ha voluto a tutti i costi accreditare agli occhi di milioni di telespettatori. E' un giovanottone bello, forte, poliglotta, dinamico. E' uscito dalla Casa più spiata della televisione italiana lunedì 22 novembre, 36 giorni dopo l'ingresso. E l'occasione di parlare di nuovo della sua esperienza è stata la sua visita, insieme a papà Ermanno, imprenditore, alla sede centrale del quotidiano il Centro a Pescara.

    Il concorrente abruzzese (nato ad Atri, residente a Montesilvano ma pescarese «al cento per cento») Clivio ha fatto un giro nella nuova redazione e si è intrattenuto a lungo a parlare con il direttore responsabile del giornale, Roberto Marino, e con i giornalisti.

    «Nella Casa, innanzitutto, cercano di annientarti», spiega l'ex concorrente del reality show di Canale 5, «Ti tolgono gli orologi, non ti danno riferimenti di orario (a volte chiudono le tende e alternano luce artificiale e naturale), ti limitano il cibo. Ti svegliano con la musica a palla e ti fanno perdere la cognizione del tempo che passa. Tutto per farti uscire di testa, ed è facile che ciò accada. O almeno, io già dal primo giorno ho avuto seri problemi, anche perché non si sa cosa fare, non c'è niente da fare, a parte pensare a n
    ascondere qualche razione di cibo, una fetta di pane, un biscotto. Non si può far ginnastica, c'è una piscina microscopica, non si può nemmeno correre. Il gioco è molto cattivo, è un gioco al massacro e gli uomini, poi, sono i più spietati. Le donne, almeno, mantengono un minimo di forma, almeno in apparenza».

    Ma si riesce almeno a costruire un minimo di rapporti umani?
    «Assolutamente no. I rapporti sono tutti falsi, ma è il gioco che lo richiede. Si cerca di esasperare sempre più le situazioni, e portarle sempre più all'eccesso. Non è stata proprio un'esperienza bella. Ma io non conoscevo il Grande Fratello, non l'avevo mai visto».

    Pensa che possa essere stato utile per la sua attività di indossatore o le sue aspirazioni di attore?
    «No, nemmeno quello. Intanto per un anno tutto ciò che farò in Italia dovrà essere, per contratto, sottoposto al loro vaglio. Poi perché ormai il Grande Fratello è quasi un handicap per il cinema, nel quale vorrei avere qualche chance. Per fortuna la mia attività di indossatore si svolge in gran parte all'estero e almeno per questo non avrò problemi».

    Chi vincerà quest'anno?
    «Non lo so, ma spero non Ferdinando, il figlio del camorrista, non sarebbe un bel messaggio».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    2 dicembre 2010
     

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