PESCARA. Era stato Federico Moccia ad accogliere una ressa di ragazzi che, per la prima volta, entrava nella libreria Edison di via Carducci. Aveva firmato dediche e parlato di amore nella libreria che, il 16 giugno del 2007, inaugurava con lo scrittore in auge tra gli adolescenti. Adesso, gli scatoloni ammassati e 8 lettere di licenziamento sono il preludio alla chiusura della Edison.
I tre mesi di preavviso scadranno tra un paio di giorni, quando gli 8 giovani dipendenti della seconda libreria pescarese - un locale di circa 400 metri quadrati al centro di Pescara - dovranno riconsegnare le chiavi del negozio che, oggi e domani, resterà chiuso, com'è scritto nel cartello all'ingresso, «per inventario». L'affitto troppo caro, tagli alle case editrici, la scadenza del contratto di appalto di gestione alla cooperativa Librare che gestisce la Edison e, all'interno, scaffali che iniziano a svuotarsi e scatoloni che iniziano a riempirsi.
Oggi, a Pescara, arriveranno due rappresentanti del Gruppo Edison che, in Italia, gestisce oltre trenta tra librerie e franchising. Tasselli di un ciclo che sta per concludersi, lasciando senza lavoro gli otto dipendenti. Il controcanto alle librerie pescaresi è invece la storia di Feltrinelli che, nel marzo del prossimo anno, si sposterà in un locale tre volte più grande: nella palazzina in via Milano che ha ospitato l'ex cinema Centrale detto Pidocchietto. Oltre 600 metri quadrati contro gli attuali 260 in corso Umberto e, poi, il piano terra, il primo, una grande sala eventi, un tavolo lettu
ra, il bar, un info point in cui i lettori potranno cercare il loro libro: così sarà la nuova Feltrinelli che a Pescara ha aperto nel 1993. La libreria da cui la Edison aveva cercato di differenziarsi puntanto sull'abruzzesistica e sulla presentazioni.
Fino a gennaio di quest'anno, il negozio in via Carducci era andato bene ma, poi, il Gruppo Edison ha iniziato a ridimensionare i rapporti con le case editrici, Mondadori e Rizzoli. Alla cooperativa è stato fissato un tetto nella scelta dei titoli, le copie dei libri sono state ridotte e anche gli incassi sono diminuiti, vanificando l'investimento fatto in tre anni. Quest'estate, paradossalemente, la libreria ha investito aprendo un gazebo in piazza Salotto che aveva fatto sperare gli 8 dipendenti che, invece, dovranno smettere di lavorare tra un paio di giorni. Accanto agli scaffali che iniziano a svuotarsi e accanto ai libri che stanno finendo negli scatoloni, restano i manifesti del bar interno, Ventonotturno, che presenta iniziative fino a novembre e organizza tornei di burraco ogni domenica.
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28 ottobre 2010