Don Dino Golo in una foto di qualche anno fa
CASTIGLIONE A CASAURIA. Castiglione è rimasto senza parroco. L'8 settembre, senza preavviso alcuno, don Dino Golo ha lasciato il piccolo centro della Val Pescara in cui è rimasto per ben 37 anni. Ha praticamente abbandonato la sua parrocchia e i fedeli, amici e compaesani senza dire una parola e senza salutare gli abitanti del borgo con i quali ha condiviso una fetta consistente della sua vita.
Per molti, in paese, si tratta di un allontanamento immotivato, ma a quanto pare la decisione del parroco sarebbe la conseguenza di dissapori con la Curia, che non avrebbe condiviso i progetti di don Dino per la ristrutturazione della chiesa madre, dissestata prima da una frana e poi dal terremoto del 2009 che ha devastato L'Aquila. E poi, si dice sempre in paese, la Curia non avrebbe accolto la proposta di affidare a un sacerdote di colore, don
Filippo, il santuario del Beato Nunzio, a Pescosansonesco. Ci sarebbero anche altri motivi di frizione, tra cui lo scarso interesse dimostrato a don Dino per l'abbazia di San Clemente. Sembra che il parroco di questa comunità non abbia ritenuto soddisfacenti le controproposte della Curia, per cui avrebbe deciso di lasciare Castiglione, insalutato ospite. Non mancano neppure le voci su possibili contrasti con l'amministrazione comunale, che poco o niente avrebbe fatto per la ricostruzione della chiesa. E poi si rincorrono dicerie di ogni genere, che appaiono prive di qualsiasi attendibilità. Dopo l'abbandono si è saputo che don Dino avrebbe già altri programmi per il futuro. Il sac
erdote si appresta a trasferirsi, il 29 ottobre, in un villaggio in
Australia in cui esiste una chiesa cattolica realizzata da un
emigrante castiglionese.
Chi si era illuso di riaverlo in Val Pescara ha sbagliato, quindi,
perché il religioso non sembra voler tornare sui suoi passi,
nonostante le telefonate del sindaco,
Gianmarco
Marsili, nonché una delibera adottata all'unanimità dal
consiglio comunale e le sollecitazioni degli amici. Tanti hanno
creduto in un atto d'imperio o un colpo di testa, per cui i
parrocchiani lo hanno supplicato telefonicamente e un residente
molto affezionato lo ha invitato a nome di tutti a ripensarci
inviandogli una lettera. «Spero», vi si legge, «che le difficoltà
che ti assillano ultimamente non abbiano minato il tuo attaccamento
a Castiglione e ai suoi abitanti, ma siano piuttosto frutto di
eventuali congiure e intrighi che nella contingenza e nell'amarezza
del momento ti hanno portato alla fuga. Ancora oggi tanti sperano
nella tua autonomia morale e pastorale».
Si dice sorpreso dell'accaduto il sindaco Marsili, «considerato
che con don Dino c'erano buoni rapporti interpersonali e con
l'intero consiglio. Per tutti i problemi della comunità
parrocchiale», ricorda il primo cittadino, «siamo stati a Roma con
don Dino, e siamo stati ricevuti alla Camera e in Senato. Abbiamo
sollecitato esponenti politici per ottenere finanziamenti per il
risanamento della chiesa madre e delle altre chiese di Madonna
della Croce, Cervarano e San Clemente, oltre che per le due case di
riposo». Da don Dino, però, non arrivano segnali di ripensamento e
per il momento il paese è senza guida spirituale. A sostituirlo ci
sono a scavalco il parroco di un paese limitrofo e un giovane
straniero che svolge le funzioni religiose il sabato e la
domenica.
Ma Castiglione a Casauria, dicono tutti, ha bisogno di un parroco
a tempo pieno. La speranza è che la Curia ne condivida l'esigenza e
l'urgenza e dia un primo segnale di interessamento ricevendo
l'amministrazione comunale, che ha chiesto un incontro urgente
proprio per parlare della questione. (cr.pe.)
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17 ottobre 2010