Ciclismo, squalifica ridotta a Di Luca
da domani può riprendere a correre

Il Tribunale nazionale antidoping ha scontato di nove mesi la squalifica al corridore abruzzese, positivo all'Epo durante il Giro 2009. Premiata la collaborazione dell'atleta nell'inchiesta della procura di Padova

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      ROMA. Da domani Danilo Di Luca potrà tornare a correre. Il Tribunale nazionale antidoping del Coni ha concesso al corridore abruzzese uno 'sconto' di 9 mesi e sette giorni sulla sua squalifica.

    Di Luca, positivo al Cera in occasione del Giro d'Italia 2009, era stato sospeso per due anni e per il ritorno in sella avrebbe dovuto aspettare fino al 21 luglio 2011.

    "Sono contento - le sue prime parole, uscendo dal Tna - perché posso tornare a correre subito, anche se la stagione ormai è finita, e fare quello che ho sempre fatto. Ho già iniziato la preparazione e i miei obiettivi per l'anno prossimo saranno i soliti, le grandi classiche, il Giro d'Italia, anche se quello che mi manca è il Mondiale".

    A Di Luca è stato concesso un sostanzioso sconto sulla pena in virtù della sua collaborazione
    con la procura di Padova. "A questo proposito ci sono da fare dei chiarimenti - spiega il corridore abruzzese, accompagnato dagll avvocati Ernesto De Toni e Flavia Tortorella - Sono state scritte cose false, ad esempio che nella mia collaborazione avrei fatto nomi di altri atleti". Il riferimento è ad Alessandro Petacchi, del quale "sono amico dai tempi della Lpr e lo sono tutt'ora. Lui sa benissimo che non ho fatto alcun nome, ci tengo a ribadirlo. La
    mia è stata una scelta non contro gli atleti ma per il ciclismo e soprattutto per aiutare i giovani".

    Di Luca, 34 anni, ha spiegato di aver parlato al procuratore "delle metodologie che ho visto
    utilizzare, di tutto quello che ci viene proposto generalmente". Riguardo
    al caso che ha coinvolto Alberto Contador, il ciclista abruzzese commenta: "È un grande campione e sta attraversando un periodo non bello, posso capirlo. Ha detto che vuole ritirarsi ma spero che non lo faccia, innanzitutto perché deve essere ancora giudicato e poi perché spero di battermi con lui. E' e resta un grande campione".

    Di Luca non ha poi potuto fare a meno di tornare sulle recenti dichiarazioni di Torri, a detta del quale tutti i corridori ricorrono all'uso di sostanze proibite. "Le sue parole posso anche capirle - ha aggiunto Di Luca - perché ha avuto sempre a che fare con ciclisti che hanno avuto problemi, ma posso assicurare che i corridori non sono tutti dopati e che negli ultimi dieci anni, in questo sport, le cose sono molto cambiate. Non é vero che per vincere bisogna per forza doparsi e questo vale per qualsiasi sport".
    15 ottobre 2010
     

    Gli ultimi commenti di questo articolo

      Carissimo De Luca sono stato un tuo tifoso e ho ammirato le tue "battaglie" come quel mondiale in Francia a Poitier. Ho addirittura perdonato la tua prima squalifica per doping ma ora ti domando: con quale spirito torni a correre e quale valori vorresti insegnare ai giovani dello sport? Mi...
      Inviato da elicese
      il 15 ottobre 2010 alle 20:52

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