«Lavori al porto, due milioni non bastano»

Francavilla, Di Muzio (Udc): aspettiamo le ultime analisi dell'Arta

    di Giuseppina Gherardi  FRANCAVILLA. L'amministrazione del sindaco Nicolino Di Quinzio ribatte ai recenti solleciti dell'ex sindaco di Francavilla Roberto Angelucci, finalizzati ad accelerare il dissequestro del cantiere del porticciolo alla foce del fiume Alento dopo la notizia, ancora ufficiosa, secondo cui le analisi dell'Arta avrebbero confermato l'assenza di sostanze inquinanti dall'area del cantiere.  La questione del porto è uno dei nodi più spinosi per l'amministrazione, che sta cercando di uscire dall'impasse.  «Angelucci non ha detto niente di nuovo», afferma il capogruppo dell'Udc, Franco Di Muzio, parlando a nome del suo partito a cui Di Quinzio aveva affidato la delega ai Lavori pubblici, nominando assessore Gabriele Perfetti.  «A parte il fatto che non abbiamo ancora ricevuto le analisi aggiuntive dell'Arta, Angelucci non ci deve suggerire niente perché sappiamo che cosa fare. Già a suo tempo, appena ultimate le analisi da noi commissionate, avevamo richiesto il dissequestro del porto. Quando riceveremo anche le ultime dell'Arta, solleciteremo il ministero a rilasciarci l'autorizzazione per proseguire i lavori in base alle somme rimaste a disposizione che, comunque, non sono sufficienti a rendere funzionale il porto», continua Di Muzio.  «Il progetto complessivo costa quasi dieci milioni di euro. Non bastano i due milioni e mezzo del primo lotto. E questo è sempre stato il motivo per cui, all'epoca, pur non essendo contrario al porto, mi sono sempre opposto a quel progett
    o specifico. In ogni caso, noi ci siamo già attivati per chiedere alla Regione finanziamenti aggiuntivi».  «E' bene precisare che, al di là dell'inquinamento, i problemi per l'ex sindaco Angelucci, per il Rup, per il direttore dei lavori e l'impresa», dice ancora il capogruppo Udc, facendo riferimento agli avvisi di garanzia notificati l'anno scorso, contestualmente al sequestro del porto, allo stesso Angelucci in qualità di sindaco pro-tempore, al Rup del Comune, Paola Chiola, al progettista e direttore dei lavori, Stefano Di Vito, e alla responsabile dell'impresa Sacramati, Daniela Piola, «sono dovuti al fatto che i lavori furono avviati senza prima richiedere le autorizzazioni preliminari, previste per legge. Quindi, la responsabilità non è di questa amministrazione se c'è stato il sequestro e il cantiere si è bloccato. Angelucci non può scaricare su di noi colpe che non sono nostre».

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    13 ottobre 2010
     

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