MONTESILVANO. Una società ambiziosa, un'amministrazione comunale ostile e un campo da angoscia. Il tutto si può riassumere in una parola: Montesilvano. Nel secondo comune della provincia per abitanti succede che, alla vigilia di una partita casalinga, il maggior club calcistico cittadino debba provvedere a segnare il campo per non incappare nella sconfitta a tavolino. «Ci chiedono di pagare le tariffe comunali su un campo in realtà non agibile», dice colmo d'ira
Alessandro Cozzi, presidente del Montesilvano calcio riferendosi allo stadio Mastrangelo. «Eccoci qui, dunque, per amore dello sport, a segnare le righe. I nostri tifosi e gli sportivi di Montesilvano devono sapere con quali amministratori abbiamo a che fare. Alla squadra dico di non pensare a tutto ciò e di concentrarsi solo sul nostro avversario, l'Alba Adriatica, con la quale abbiamo un conto aperto perché lo scorso anno ci ha eliminati dai playoff. Solo venerdì dal comune ci hanno comunicato che avremmo giocato al Mastrangelo (oggi alle 15, ndr) e non in via Foscolo, come avvenuto nelle precedenti partite». Il carico ce lo mette il direttore generale
Pierfrancesco Visci. «Il tempo delle chiacchiere è finito», dice. «Ci aspettiamo gesti concreti. Non possiamo giustificare l'amministrazione: siamo il maggior club calcistico cittadino e Montesilvano non è mai andata oltre l'Eccellenza, che è la nostra attuale categoria. Il Mastrangelo è uno stadio abbandonato e sporco. I montesilvanesi non meritano tutto questo». (cr.pe.)
26 settembre 2010
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